Il Riciclo non va in vacanza: buone pratiche per l’estate

L’estate ormai è arrivata e noi siamo in ferie o in procinto di partire.

In questo periodo i nostri ritmi si allentano, la nostra routine quotidiana si modifica, ma c’è un aspetto sul quale è bene mantenere alta l’attenzione: il riciclo della plastica.

Anche in vacanza, infatti, non dimentichiamoci di differenziare i nostri rifiuti.

Possiamo quasi dire: soprattutto durante l’estate! Quando la nostra vita si svolge per la maggior parte all’aria aperta e a contatto con la natura, non lasciamo tracce sgradevoli del nostro passaggio.

Bastano poche abitudini semplici, ma di grande impatto per la salute del Pianeta e in grado di preservare la bellezza dei luoghi in cui ci troviamo.

Ti lasciamo 5 semplici consigli per gestire senza stress il riciclo della plastica anche in estate.

1) Informati sulle regole per la raccolta differenziata

Oramai la quasi totalità dei comuni è attrezzata per la raccolta differenziata della spazzatura, e quindi anche dei rifiuti in plastica.

È però vero che ogni località ha le sue modalità di raccolta.

Chiedi, prima di partire, quali siano le regole da seguire al tuo albergatore, al proprietario della casa che affitti, o direttamente al Comune dove soggiornerai.

2) Usa i cestini della raccolta differenziata

Molte aree turistiche, come spiagge, aree pic nic, percorsi di trekking, sono dotate di cestini per la raccolta differenziata.

Non in tutti i posti è così però, più ci addentriamo nella natura e nelle zone meno battute, più è complicato organizzare il ritiro dei rifiuti e più sarà difficile trovare dei contenitori per la nostra immondizia.

Non è così grave: basta raccogliere la spazzatura che hai prodotto e portarla con te nel centro abitato più vicino, dove avrai modo di smaltirla agevolmente.

3) Riduci gli imballaggi

Se portarsi a casa i rifiuti non ti sembra la prospettiva migliore, quando sei in procinto di partire per un’escursione o una gita, cerca di ridurre al minimo gli imballaggi.

Evita di portarti piatti e bicchieri di plastica, trasferisci l’acqua in borracce e utilizza contenitori riutilizzabili per il tuo pranzo.

Viaggerai più leggero e non avrai il pensiero di non sapere dove mettere le confezioni vuote.

4) Aiuta l’ambiente e raccogli ciò che trovi

Quanto è spiacevole trovarsi in mezzo a un bosco, su una spiaggia isolata, a nuotare nelle acque trasparenti, e vedere abbandonati rifiuti di ogni tipo?

Sarà sicuramente capitato anche a te!

Fai un gesto poco impegnativo, ma dal grande risultato: raccogli la spazzatura che trovi e portala via con te, insieme ai tuoi rifiuti.

Ti ringrazierà l’ambiente e ti sentirai soddisfatto di aver fatto qualcosa di bello per gli altri.

5) Ricorda cosa puoi riciclare

Ormai saprai che va nella raccolta differenziata solo la plastica da imballaggio, quindi via libera a confezioni alimentari, bottigliette, flaconi di crema solare, shampoo, cosmetici, reti, sacchetti e buste di plastica…

Mentre invece dovrai ricordarti di mettere nell’indifferenziata: giocattoli in plastica rotti, braccioli e salvagenti, oggetti vari.

In ogni caso, non abbandonare mai i tuoi rifiuti nella natura.

Questi semplici comportamenti consapevoli consentono alla plastica di entrare a far parte di un circolo virtuoso, che la trasforma in nuove risorse, riducendo la produzione di materiale vergine.

Evita, inoltre, che la plastica finisca dispersa nell’ambiente, e possa raggiungere i fiumi e il mare, andando ad accrescere il problema dell’inquinamento delle acque.

Le nostre azioni possono fare molto per l’ambiente e per permetterci di continuare a utilizzare la plastica, riducendo il suo impatto sul Pianeta.


I comportamenti virtuosi per gestire la plastica al meglio!

Sicuramente negli ultimi anni è cresciuta, per nostra fortuna, l’attenzione verso tematiche ambientali, che riguardano lo stato di salute del nostro pianeta, e affrontano temi fondamentali, come il cambiamento climatico e l’inquinamento.

La risonanza mediatica di questi argomenti ha reso noi consumatori più informati e sensibili, dandoci coscienza del fatto che per preservare la terra, per il nostro presente e per le generazioni future, è necessario agire adesso.

Abbassare le emissioni di CO2, ridurre i rifiuti, contenere le microplastiche, sono obiettivi che vanno affrontati a livello internazionale, coinvolgendo soprattutto quei paesi non ancora avviati al riciclo e a una gestione corretta degli scarti.

Sono sfide che vedono diversi attori coinvolti, dai governi, alle industrie, agli utilizzatori finali.

Per quanto riguarda i materiali plastici, le nostre normative nazionali, e quelle dell’Unione Europea, vanno sempre più nella direzione di regolamentare un consumo più consapevole e una corretta differenziazione della plastica da avviare al riciclo. 

Allo stesso modo le aziende produttrici sono sempre più attente a progettare imballaggi più leggeri, prodotti con materiale riciclato, e quanto più possibile performanti in fase di riciclo.

Ora l’ultimo miglio spetta a noi consumatori, che con i nostri comportamenti virtuosi possiamo massimizzare gli sforzi di tutti e ridurre l’impatto ambientale della plastica.

La plastica è un materiale prezioso, impiegato in moltissimi settori e che ancora oggi è fondamentale per diverse produzioni, in campo alimentare, medicale, della componentistica per la mobilità e l’elettronica di consumo. Eliminarla è impensabile, perché non esiste, in molti casi, un materiale sostitutivo migliore, che abbia le stesse caratteristiche tecniche e che sia più vantaggioso dal punto di vista del profilo ambientale.

Ma non è l’eliminazione quello che l’ambiente ci chiede.

Sappiamo oramai che la plastica, se correttamente differenziata, può avere molte vite, riducendo così notevolmente la quantità di rifiuti, ma anche permettendo di risparmiare l’estrazione di materie prime, e l’energia e le emissioni di CO2 necessarie per la produzione di materiale vergine.

La plastica è una risorsa importante se inserita all’interno di uneconomia circolare, ovvero un processo di produzione che si autoalimenta, riducendo gli sprechi e con grandi vantaggi per l’ambiente. 

In questo percorso, noi consumatori abbiamo un ruolo fondamentale, proprio perché siamo l’anello che consente alla plastica di arrivare alla destinazione dove può essere riciclata.

In quest’ottica svolgere una buona differenziazione dei rifiuti è alla base del processo di riciclo.

Conoscere come funziona la raccolta differenziata nel nostro Comune, sapere dove vanno conferiti i diversi oggetti, non abbandonare i rifiuti nell’ambiente, sono doveri civili che ci coinvolgono, e che servono a garantirci salute e benessere.

Il riciclo delle materie plastiche è sicuramente importantissimo, ma non è l’unico comportamento virtuoso che noi consumatori possiamo adottare.

Con le nostre scelte d’acquisto possiamo privilegiare quelle aziende impegnate nell’utilizzo di plastica riciclata per i packaging dei loro prodotti, e che riducono il peso delle loro confezioni.

Possiamo scegliere le ricariche o i detersivi concentrati, perché quelli che possono sembrare pochi grammi di plastica in meno a imballaggio, su scala globale si traducono in tonnellate di rifiuti risparmiati.

Inoltre, i nostri comportamenti quotidiani, possono diventare delle buone abitudini con benefici importanti per il pianeta.

Possiamo imparare a riutilizzare i contenitori in plastica prima di destinarli alla spazzatura, in tanti modi.

I pack dei detersivi possono essere riempiti nuovamente con le ricariche di prodotto, ma non solo: bottiglie e contenitori vuoti possono trasformarsi in annaffiatoi, portapenne, vasi, decorazioni, e tanto altro, bastano un po’ di fantasia e manualità.

Ancora, una tendenza che ci arriva dai paesi del nord, ma che sta velocemente prendendo piede anche da noi, è quella di approcciare il mondo del ‘second hand, soprattutto per gli oggetti in plastica non riciclabili.

Gesti semplici e piccole accortezze possono fare la differenza.

A volte pensiamo che alcune situazioni siano fuori dalla nostra portata e che le nostre scelte siano ininfluenti, invece dobbiamo comprendere che le nostre azioni non hanno un riscontro solo sulla nostra vita, ma insieme a quelle di tutti gli altri, hanno il potere di cambiare l’impatto della plastica sul pianeta.


La Plastic Tax: cos’è e perché se ne parla

Negli ultimi tempi abbiamo sentito molto parlare di Plastic Tax, ma poiché molti discorsi si sono concentrati esclusivamente sullo slittamento della sua attuazione, vorremmo fare più chiarezza sulla natura del provvedimento.

Cos’è e come funziona la Plastic Tax

La Plastic Tax è una tassa applicata ai prodotti in plastica monouso, con la finalità di disincentivarne l’utilizzo.

Questa tassa è di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica monouso, ed è indirizzata ai cosiddetti MACSI, ovvero prodotti di plastica con singolo impiego, che non sono ideati, progettati o immessi sul mercato per compiere più trasferimenti durante il loro ciclo di vita, o per essere riutilizzati per lo stesso scopo per il quale sono stati ideati.

Sono esclusi dalla Plastic Tax i dispositivi medici predefiniti e i MACSI adibiti a contenere e proteggere medicinali.

L’imposta non è applicata alla plastica compostabile, né alla plastica riciclata. Però si applica a prodotti riciclabili, a prescindere dalla loro efficienza durante il processo di riciclo.

I soggetti che sono imputati a pagare questa tassa sono: l’azienda produttrice e/o l’importatore del prodotto, infatti l’obbligazione tributaria nasce al momento della produzione, dell’importazione definitiva nel territorio nazionale.

Indirettamente graverà anche sulle tasche dei compratori, perché parte di questo costo sarà, ovviamente, ricaricato sul prezzo del prodotto, e a carico dell’acquirente finale.

La Plastic Tax è una direttiva europea (Direttiva n. 2019/904/UE), che si inserisce all’interno di una serie di provvedimenti comunitari destinati a ridurre l’impatto sull’ambiente di determinati prodotti in plastica, soprattutto quelli a cui è imputato il maggior rischio di inquinamento, ogniqualvolta siano però disponibili delle alternative.

Alla luce della finalità con cui è stata pensata la Plastic Tax, che è condivisa e voluta da tutti, perché allora non è stata subito attuata dal Governo italiano?

Come saprete il documento programmatico di bilancio per il 2022 approvato dal Consiglio dei Ministri ha recentemente rinviato la Plastic Tax al 2023.

Questa misura, infatti, è ancora molto discussa da parte dei produttori di materiale plastico e dagli utilizzatori di questi imballaggi.

La filiera industriale italiana della plastica è tra le più importanti in assoluto in termini sia economici che tecnologici, una vera e propria eccellenza che occupa 162mila addetti in 10mila imprese attive (il 22% delle imprese europee) per un totale 32 miliardi di fatturato annuo (fonte: Federazione Gomma Plastica).

Ma sembra non essere solo una questione di pressione fiscale, sono in molti a pensare che siano necessari interventi più strutturali che coinvolgano tutta la filiera della produzione e del riciclo, e che la soluzione non risieda unicamente in una tassa al consumo.

Tiziano Andreini, Managing Director di Alpla Group, racconta quali potrebbero essere i risvolti più problematici della Plastic Tax: “Se dovesse entrare effettivamente in vigore la Plastic Tax italiana penalizzerebbe un’intera filiera produttiva con impatti a monte e a valle. Impatti negoziali, aumenti dei listini, costi interni alle aziende, adeguamenti dei sistemi gestionali, adeguamenti dei sistemi di fatturazione, maggior impegno di capitale e rischio di credito.”

Gli abbiamo posto alcune domande, per conoscere meglio il punto di vista di chi produce la plastica e di chi punta soprattutto sul suo riciclo.

Quali sono a suo avviso gli aspetti più controversi di questa tassa?

“In Italia è già presente una tassa sugli imballaggi plastici, il contributo ambientale Conai.

La Plastic Tax rischia di diventare un ulteriore balzello, che andrà a colpire in maniera indiretta i consumi, in quanto i maggior costi delle aziende produttrici a cascata si riverserebbero su tutta la filiera e quindi sul consumatore finale.

La nuova tassa viene veicolata come una tassa ambientalmente orientata, ma il rischio è che il gettito non sia finalizzato a  scopi ambientali.”

La plastica rappresenta indubbiamente un problema ambientale: quali le soluzioni?

“ Il nostro obiettivo è quello di fare in modo che entro il 2025 tutti gli imballaggi da noi prodotti siano riciclabili al 100%.

Nello sviluppo di nuovi imballaggi vengono seguiti i principi del “design 4 recycling”

Significa che prestiamo attenzione fin dall’inizio del ciclo di vita e cioè la progettazione di un manufatto, al fatto che gli imballaggi in plastica siano adatti al riciclo

ALPLA dispone di oltre 25 anni di esperienza nel settore del riciclo.

Con i nostri impianti di riciclaggio, contribuiamo a fare in modo che le plastiche rimangano nel ciclo dei materiali riutilizzabili.

Le tecnologie moderne e il design raffinato consentono di ridurre al minimo il peso degli imballaggi.

In questo modo, viene ridotto il consumo di materiale e i costi – e risparmiamo le risorse fossili.

Per questo obiettivo, ALPLA lavora in stretta collaborazione con i nostri fornitori, gli istituti di ricerca e, naturalmente, i nostri clienti.

La scelta del materiale ha una grande influenza sulla sostenibilità degli imballaggi di plastica.

ALPLA non utilizza materiali e sostanze dannose per l’ambiente, come PVC, plastificanti o metalli pesanti.”

Che la plastica rappresenti un problema ambientale è innegabile, ma la riduzione del suo impatto passa innanzitutto per una maggiore sostenibilità della produzione e soprattutto da più alti tassi di riciclo e da un migliore processo di riciclo.