Raccolta e riciclo imballaggi in plastica: il bilancio Corepla tra risultati record, mercati instabili e nuove regole UE
Raccolta e riciclo imballaggi in plastica: il bilancio Corepla tra risultati record, mercati instabili e nuove regole UE
Il sistema italiano della raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica si trova a un momento cruciale. L’ultimo bilancio Corepla – il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – fotografa un settore estremamente efficiente dal punto di vista operativo, ma costretto a navigare acque economiche e normative sempre più agitate.
Raccolta e riciclo: numeri da primato, ma ricavi in calo
Nel 2025 la raccolta differenziata nazionale degli imballaggi in plastica, gestita da Corepla in collaborazione con le amministrazioni locali e i centri di selezione, ha raggiunto nuovi record: sono state raccolte 1.424.717 tonnellate di imballaggi, con una previsione di ulteriore crescita del 3,5% per il 2026, fino a sfiorare 1,5 milioni di tonnellate. Questi risultati testimoniano la solidità del modello italiano, che si conferma tra i più avanzati d’Europa per capacità d’intercettazione e avvio a riciclo dei rifiuti.
Ma a questi numeri da primato si contrappone una realtà economica più complessa. Nel 2025 Corepla ha dovuto affrontare, come molte altre filiere del riciclo europeo, la forte concorrenza della plastica vergine fossile a prezzi bassi, che ha depresso la domanda e il prezzo dei polimeri riciclati (come R-PET, R-HDPE e R-PP). Le aste organizzate da Corepla per la vendita dei materiali riciclati hanno visto un significativo calo dei valori, portando il consorzio a sostenere uno sforzo economico senza precedenti. Le disponibilità liquide di Corepla sono scese drasticamente da oltre 37 milioni di euro nel 2024 a poco più di 12 milioni a fine 2025, segnando una tensione finanziaria che non può essere sottovalutata.
Budget 2026 e nuove strategie tra innovazione e sostenibilità
Il bilancio preventivo 2026 punta a un incremento controllato della raccolta, ma soprattutto a una rigida gestione dei costi. Si prevede una crescita delle spese del riciclo meccanico (+58%) e dei flussi industriali (+36%), controbilanciata da una forte razionalizzazione dei costi interni e da efficienze nella logistica. Un ruolo chiave lo giocherà il Contributo Ambientale Conai (CAC) diversificato, che premierà sempre più gli imballaggi “eco-designed”, cioè progettati per essere facilmente riciclabili, e penalizzerà quelli complessi e difficili da trattare.
Il piano strategico al 2030 introduce inoltre investimenti in tecnologia per la selezione e il riciclo (intelligenza artificiale, riciclo chimico avanzato), nonché l’utilizzo innovativo dei materiali riciclati in settori industriali come l’acciaieria.
Verso la qualità e l’innovazione
Corepla evidenzia che il vero scarto nei prossimi anni sarà sulla qualità del riciclato e sulla capacità di rendere il materiale riciclato uno standard competitivo rispetto alla plastica vergine. In quest’ottica, cruciale sarà anche il coinvolgimento di cittadini, scuole e nuovi strumenti di comunicazione per rafforzare la cultura della sostenibilità lungo tutta la filiera.
