Best Packaging 2026: la plastica (e il packaging) cambia davvero

Best Packaging 2026: la plastica (e il packaging) cambia davvero

Ogni anno il concorso Best Packaging, organizzato dall’Istituto Italiano Imballaggio, decreta le soluzioni più innovative nel mondo dell’imballaggio. L’edizione 2026, celebrata all’ADI Design Museum di Milano, conferma come la parola d’ordine nel settore sia cambiamento, con una transizione netta verso il packaging sostenibile.

Vincitori Best Packaging 2026: plastica sempre più “circolare” e intelligente

Quello che emerge dai vincitori di quest’anno è più attenzione al riciclo, alla monomaterialità e alle tecnologie design for recycling.

Uno dei premi più importanti è stato conquistato da Goglio con il progetto Fres-Cook: un sistema integrato che, dentro un unico pack, unisce praticità, sicurezza alimentare e riduzione degli sprechi. Interessante l’approccio all’eco-design: una busta stand-up in laminato flessibile, vassoio in cartoncino e posate monouso, studiati per rendere semplice la gestione dei rifiuti post-consumo.

Riciclo e design for recycling: i veri protagonisti

Tra i focus della giuria c’era la reale riciclabilità e la possibilità di chiudere il cerchio del materiale.
Nella categoria “Ambiente” è stata premiata la vaschetta per salumi in PET monomateriale di GranTerre e Klöckner Pentaplast:

  • 50% di PET riciclato (di cui il 15% proveniente dagli stessi vassoi con tecnologia Tray2Tray)
  • barriere incorporate, senza adesivi, per facilitare il riciclo
  • film superiore separabile facilmente
    Un esempio concreto di “tray-to-tray recycling”, dove la plastica non è “usa e getta”, ma torna a nuova vita.

Premiato anche il design for recycling per il settore lusso: Tubopress Italia ha sviluppato un tubo per cosmetici in polietilene biobased, compatibile con i moderni sistemi di selezione automatica dei rifiuti.

I sistemi richiudibili: meno sprechi, più separazione dei materiali

Infine, tra le tecnologie più innovative, la soluzione “La Richiudibile” di Smilesys e Mustangpack: una vaschetta in carta riciclabile con un film richiudibile in plastica, separabile fino a 20 volte, per facilitare sia la conservazione del cibo che il corretto smaltimento dei materiali.

Sostenibilità reale: la nuova direzione del packaging

Dai premiati dei Best Packaging 2026 emerge che la strada è tracciata:

  • più attenzione a design, prestazioni ambientali e riciclabilità
  • riduzione della plastica dove possibile e valorizzazione della plastica “giusta”, riprogettata per essere riciclata o riciclata
  • materiali monomateriale e bio-based sempre più presenti

La plastica è cambiata davvero: ora siamo nella fase della progettazione responsabile, della collaborazione nella filiera e della ricerca di soluzioni che uniscono funzionalità, estetica e sostenibilità.

Conclusione

Il settore del packaging è un laboratorio di idee e cambiamento: innovare significa scegliere materiali e design che rispettano l’ambiente, senza perdere di vista la sicurezza e la praticità. Non è solo una rivoluzione tecnica, ma prima di tutto culturale.


News del mese di aprile: plastica & sostenibilità, i fatti chiave

News del mese di aprile: plastica & sostenibilità, i fatti chiave

Aprile è stato un mese intenso sul fronte della plastica, con aggiornamenti che raccontano da vicino sia l’innovazione circolare che la complessità delle sfide, tra legislazione, sensibilizzazione e buone pratiche. Ecco la nostra selezione delle principali notizie e approfondimenti pubblicati nell’ultimo mese.

Plastica nell’ambiente: le nuove stime UE cambiano la prospettiva

Un importante studio commissionato dalla Commissione Europea e pubblicato da Circular Economy Let’s Talk mostra che nei Paesi con gestione avanzata dei rifiuti la quantità di plastica dispersa nell’ambiente è nettamente inferiore a quanto suggerivano le stime più diffuse. La maggior parte delle dispersioni riguarda il suolo più che le acque, e le microplastiche da tessuti sintetici emergono come sfida chiave per il futuro.
Approfondimento completo:
https://circulareconomyletstalk.it/plastica-ambiente-nuove-stime-sorprendono/

Genoa e Sampdoria: maglie ufficiali in plastica riciclata per i tifosi

Il mondo dello sport diventa protagonista dell’economia circolare! A Genova, i tifosi di Genoa e Sampdoria possono ritirare le nuove maglie ufficiali, prodotte al 100% in PET riciclato, dopo aver raggiunto una soglia di bottiglie raccolte grazie a una rete di ecocompattatori cittadini. Un’iniziativa che unisce appartenenza, riciclo e sensibilizzazione ambientale, portando la plastica dalla curva allo stadio!
Tutti i dettagli sull’iniziativa:
https://www.liguriasport.com/2026/04/03/genoa-e-sampdoria-per-lambiente-nuove-maglie-in-plastica-riciclata-per-i-tifosi/

Monouso in Europa: si rafforzano i sistemi di raccolta

Secondo il primo report UE sui risultati della Direttiva SUP, dieci Paesi europei avevano già raggiunto nel 2022 il target 2025 del 77% di raccolta differenziata delle bottiglie in plastica monouso, mentre l’Italia si ferma al 67%. Un dato che ci pone davanti a Francia e Spagna, ma che evidenzia la necessità di accelerare sulle infrastrutture e su sistemi come il deposito cauzionale, già diffusi nei paesi più virtuosi.
Dati e analisi:
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=35681

Stoviglie riutilizzabili: regole tecniche finalmente approvate

Dopo anni di incertezza, il Decreto PNRR appena licenziato dalle Camere fissa i requisiti tecnici per poter classificare piatti, posate e cannucce come “riutilizzabili”, colmando una lacuna della Direttiva SUP che aveva lasciato spazio all’immissione sul mercato di prodotti “falsamente riutilizzabili”. Queste nuove regole sostengono la riconversione e tutelano sia consumatori che aziende virtuose.
Approfondisci qui:
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=35674

Capsule in plastica, raccolta pilota per anticipare la normativa europea

Nei territori serviti da CEM Ambiente e SILEA (oltre 170 comuni del Nord Italia), parte la prima raccolta su larga scala delle capsule in plastica di caffè e bevande. L’iniziativa promossa da COREPLA anticipa l’imminente obbligo europeo e coinvolge un bacino di quasi 1 milione di cittadini: un test importante per promuovere comportamenti uniformi e informati.
Tutte le informazioni sulla campagna:
https://www.corepla.it/news/campagna-pilota-capsule-plastica-nord-italia/

Questo aprile ci lascia dati incoraggianti e segnali concreti di cambiamento: il settore avanza verso obiettivi più ambiziosi, tra regole più chiare, nuove collaborazioni e coinvolgimento diretto di cittadini e consumatori verso una reale economia circolare della plastica.


Imballaggi con riciclato: i consumatori premiano la trasparenza e il contenuto “green”

Imballaggi con riciclato: i consumatori premiano la trasparenza e il contenuto green

Un’indagine commissionata da Amcor in sei Paesi europei, tra cui l’Italia, fotografa un quadro positivo per il packaging con plastica riciclata.
Dallo studio “Recycled Content, Real Impact” – che ha raccolto oltre 3.200 risposte e 32 interviste qualitative – emergono alcuni dati chiave:

  • 9 consumatori su 10 sanno che alcuni imballaggi sono realizzati con plastica riciclata
  • 7 su 10 hanno acquistato di proposito confezioni con materiale riciclato
  • 8 su 10 credono che l’uso di plastica riciclata riduca l’impatto ambientale

Gli intervistati, soprattutto tra i più giovani, premiano i brand che usano materiale riciclato: il 63% dichiara che il contenuto riciclato nel packaging aumenta la fiducia nella marca.
Interessante il dato sulla qualità percepita: oltre la metà non nota differenze rispetto alla plastica vergine, e anzi per il 22% (che sale al 34% tra i 18-34enni) la presenza di plastica riciclata migliora

Ma la trasparenza sta a cuore:

  • Il 58% chiede l’indicazione chiara della percentuale di riciclato
  • Il 49% vuole sapere i benefici ambientali concreti
  • Il 43% chiede la provenienza del materiale
  • Il 79% ritiene importante una certificazione di parte terza sul contenuto riciclato

La semplice scritta “Prodotto con plastica riciclata” non basta più: a crescere è la domanda di chiarezza, tracciabilità e trasparenza certificata, per una scelta di consumo davvero consapevole.

“I consumatori capiscono e apprezzano il materiale riciclato—soprattutto se supportato da certificazione. Anche se non tutti conoscono i meccanismi delle certificazioni, vedere un claim verificato da terzi aumenta la fiducia e la credibilità”, sottolinea Sarah Neerkorn di Amcor.

Fonti:

  • Polimerica.it — “Promosso il packaging con riciclato”, 25 febbraio 2026.


Intervista a PlasticFinder: la piattaforma digitale che rivoluziona l’economia circolare della plastica

Intervista a PlasticFinder: la piattaforma digitale che rivoluziona leconomia circolare della plastica

L’economia circolare delle materie plastiche passa sempre più spesso da soluzioni digitali innovative. Oggi vi portiamo dietro le quinte di PlasticFinder Marketplace, la piattaforma italiana che rende possibile lo scambio e la valorizzazione di risorse plastiche, promuovendo trasparenza e sostenibilità lungo tutta la filiera. Nata dall’esperienza di un team di professionisti del settore, PlasticFinder si propone come il “marketplace B2B della plastica”, ma con una marcia in più: strumenti legal-tech e servizi digitali all’avanguardia per tracciare, certificare e rendicontare ogni passaggio della plastica riciclata o dei sottoprodotti industriali.

Abbiamo intervistato Stefano Chiaramondia, Founder President e CEO di PlasticFinder, per capire meglio come funziona la piattaforma, perché la tracciabilità è oggi fondamentale e quale futuro attende il settore delle materie plastiche.

1. PlasticFinder nasce come marketplace digitale per la plastica: quali sono le principali sfide che avete affrontato nel portare la digitalizzazione in un settore tradizionalmente “fisico” come quello delle materie plastiche?

PlasticFinder opera sul mercato tramite una piattaforma per lo “scambio di risorse plastiche”, come già allora ci piaceva definire questo materiale, risorsa da più fonti definita il “nuovo petrolio” o il “nuovo oro” ma troppo spesso demonizzata. La piattaforma è nata con l’obiettivo iniziale di “rimettere in circolazione” giacenze di materie plastiche, lotti magari obsoleti, sottoprodotti industriali, evitando che diventino rifiuti ma anzi trovando loro una nuova vita utile. Ci siamo poi specializzati nei prodotti riciclati. Tra le principali sfide affrontate vorrei mettere in evidenza la diffidenza degli operatori “tradizionali”, produttori e distributori, che guardavano alla nostra proposta con un misto di scetticismo (“non funzionerà, la relazione fisica è fondamentale”) e timore di una potenziale disintermediazione del mercato causata dalla nuova modalità di e-commerce. Anche la pubblicazione dei prezzi di vendita è stato un fattore di rottura per un mercato basato sulla trattativa one-to-one, così come la gestione dei pagamenti.

2. Uno dei vostri punti di forza è il programma Certified Recycled Plastic®, che sfrutta la blockchain per garantire la tracciabilità dei materiali. Qual è il valore aggiunto di questa tecnologia per i vostri clienti e per la filiera?

Abbiamo ideato e ora offriamo il servizio Certified Recycled Plastic® per tracciare la storia documentale dei prodotti riciclati messi in vendita dai produttori sulla piattaforma. Chi li acquista, può trovare la raccolta, trascritta in modo immutabile e verificabile su blockchain (in pratica “notarizzata digitalmente”), dei documenti relativi al rifiuto di origine, alla sua raccolta, al riciclo, fino all’ottenimento del prodotto riciclato. Ogni passo del processo e il relativo documento è legato inscindibilmente al precedente e al successivo: ciò rappresenta un grande valore aggiunto per chi vuole certezze documentabili in grado di sostenere le dichiarazioni ambientali da rilasciare sul prodotto finito, ad esempio.

3. In che modo la trasparenza sulla provenienza e sulle caratteristiche della plastica riciclata può contribuire a contrastare il fenomeno del greenwashing e aumentare la fiducia degli operatori?

Questo è un aspetto fondamentale: la Commissione Europea ha stimato (dati 2023) che il 53% dei “green claims” danno “informazioni vaghe, ingannevoli o infondate”, il 40% di essi non ha evidenze concrete a supporto, e circa la metà delle etichette contenenti dichiarazioni ambientali offre una verificabilità debole o inesistente. Il greenwashing colpisce tutti gli attori: oltre ai consumatori finali, ingannabili nelle loro scelte, anche i brand owner (potenziali danni reputazionali), gli attori eticamente corretti (inclusi i riciclatori, compromessi da false dichiarazioni dei concorrenti scorretti), le pubbliche autorità, la finanza “green” (che potrebbe orientare gli investimenti verso falsi amici dell’ambiente). Vorrei far notare anche il fenomeno del greenhushing, cioè la scelta delle aziende di ridurre o evitare del tutto la comunicazione sulle proprie iniziative di sostenibilità: è una reazione al greenwashing, originata dal timore di critiche, sanzioni o danni di immagine, che a sua volta rallenta la diffusione di buone pratiche e impedisce la valorizzazione di investimenti e risultati raggiunti. È evidente che poter sostenere il proprio impegno a favore dell’ambiente con documentazioni trascritte fin dall’origine con data certa su un registro immutabile (il che in pratica costituisce già un primo livello di Passaporto Digitale di Prodotto, argomento all’ordine del giorno in Europa) rappresenta un validissimo strumento per dare trasparenza, e quindi fiducia, a tutti gli stakeholder.

4. Guardando al futuro, quali sono le innovazioni o i servizi che pensate possano ulteriormente accelerare la transizione verso una vera economia circolare della plastica in Italia e in Europa?

Il quadro normativo europeo si sta delineando in modo chiaro: il Circular Economy Act (legge quadro con adozione attesa nel 2026) delinea una road map strategica per rafforzare la transizione verso un’economia circolare di scala da implementare in ogni processo e in ogni prodotto. L’obiettivo è rendere l’Europa leader mondiale nell’economia circolare, raddoppiando il tasso di circolarità dal 12% attuale al 24% entro il 2030. In questo contesto riteniamo davvero che il Passaporto Digitale di Prodotto sia il cuore operativo della politica europea per la circolarità. I primi settori interessati sono il tessile, le batterie, gli pneumatici, l’arredo, ma è chiaro che anche il settore chimico e il mondo della plastica ne saranno coinvolti: incominciare a parlarne e a promuoverlo anche in questi ambiti è lungimirante. Anche la stessa digitalizzazione della compravendita di polimeri, soprattutto riciclati e sottoprodotti industriali, è a mio avviso un acceleratore di transizione green: procedure certe, facili ed automatiche, gestione di dati coerenti e di qualità rendono più facile e fluida la circolazione di materie plastiche sostenibili.

L’esperienza di PlasticFinder dimostra come l’innovazione digitale possa essere un potente alleato nell’accelerare la transizione verso un’economia circolare della plastica, offrendo strumenti concreti per la tracciabilità, la trasparenza e la valorizzazione delle risorse. In un contesto in cui la fiducia, la qualità delle informazioni e la sostenibilità sono sempre più centrali, piattaforme come PlasticFinder rappresentano un punto di riferimento per tutta la filiera. Guardando al futuro, la sinergia tra normativa europea, digitalizzazione e impegno degli operatori sarà fondamentale per costruire un settore della plastica più responsabile, efficiente e realmente circolare.


News del mese su plastica e riciclo – Marzo 2026

News del mese su plastica & riciclo  Marzo 2026

Marzo si chiude con tante novità che testimoniano quanto il settore della plastica e del riciclo sia al centro dell’innovazione e della sostenibilità, tra scelte dei consumatori più consapevoli, tecnologie premiate e azioni concrete a favore dell’ambiente e della collettività.

Ecco le cinque notizie più rilevanti del mese, che offrono uno sguardo su esperienze virtuose, ricerca d’avanguardia e risultati concreti.

  • Consumatori sempre più attenti
    Un’indagine Amcor in sei paesi europei, Italia compresa, mostra che i consumatori sono favorevoli al packaging con plastica riciclata, ma richiedono trasparenza e dati certificati. La fiducia nei brand passa dalla comunicazione verificabile. https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=35384

  • Best Packaging 2026
    A Milano gli “Oscar dell’Imballaggio” vanno alle soluzioni più sostenibili: materiali riciclabili, design intelligente e circular economy al centro delle migliori innovazioni italiane nel packaging.
    https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=35560

Un mosaico di iniziative che, nel loro insieme, rendono l’Italia sempre più protagonista nella sfida per un futuro sostenibile.

Continueremo a monitorare gli sviluppi e a raccontare le storie di chi fa la differenza, mese dopo mese.


La Plastica che non si vede: quanto conta nella nostra quotidianità

La Plastica che non si vede: quanto conta nella nostra quotidianità

Quando pensiamo alla plastica, spesso ci vengono in mente solo bottiglie, sacchetti o imballaggi. Ma la realtà è che la plastica è ovunque nella nostra vita, anche dove non la vediamo. È la “plastica invisibile”, quella che lavora silenziosamente ogni giorno per garantirci comfort, sicurezza, salute e sostenibilità.

La plastica che non vediamo: tecnologia, casa, città

In casa e nella tecnologia:
Apriamo un qualsiasi elettrodomestico: frigorifero, lavatrice, microonde. Le parti esterne, le manopole, le guarnizioni e perfino gli isolanti interni sono spesso realizzati in plastica, scelta per la sua leggerezza, facilità di lavorazione e resistenza.
Anche nei dispositivi elettronici la plastica è protagonista: smartphone, computer, tablet, televisori, cuffie e telecomandi sono costruiti con sofisticate plastiche tecniche che proteggono i circuiti, riducono il peso e migliorano la durata.

Nell’edilizia e negli spazi urbani:
Le tubature che portano acqua e gas, l’isolamento termico e acustico delle pareti, le finestre in PVC, i pannelli fotovoltaici: tutti questi elementi fondamentali delle nostre case e delle nostre città sono realizzati con tipi di plastiche avanzate, spesso riciclata, e molte volte invisibili agli occhi ma indispensabili per il nostro benessere.

Nei trasporti urbani:
Dai sedili di autobus e treni ai rivestimenti delle metro, dalla segnaletica stradale alle biciclette condivise, la plastica gioca un ruolo chiave nella mobilità sostenibile, offrendo soluzioni resistenti, leggere e facilmente riciclabili.

Comfort e sicurezza: dal casco alla domotica

Sicurezza personale:
Indossare un casco da bici o da moto, utilizzare un seggiolino auto per bambini, affidarsi agli airbag: tutti questi strumenti salvavita sono realizzati principalmente in plastica (policarbonato, poliuretano, polistirene). Questi materiali garantiscono leggerezza e capacità di assorbire gli urti.

Protezione domestica e domotica:
Le prese e le spine elettriche, le guarnizioni delle finestre, i dispositivi smart per la gestione della casa (dai sensori di fumo ai termostati intelligenti) sono realizzati in plastica per sicurezza, isolamento e facilità di installazione.
Le lampade LED, sempre più diffuse per l’illuminazione domestica ed esterna, sono composte in buona parte da plastiche resistenti al calore.

Salute e dispositivi medici:
In casa utilizziamo ogni giorno termometri digitali, inalatori e dispositivi per la cura personale fatti di plastica, che garantisce igiene, facilità di pulizia e sicurezza.

Dal tessile ai mobili: la plastica “indossata”

Abbigliamento tecnico e sportivo:
Molti dei nostri capi più comodi sono realizzati con fibre sintetiche come poliestere, nylon, elastan: materiali plastici che assicurano elasticità, traspirabilità, asciugatura rapida e resistenza.
Anche le scarpe sportive devono molto alla plastica: dalle suole alle imbottiture in schiuma, fino alle tomaie leggere e idrorepellenti.

Accessori e design:
Zaini, borse, valigie, cinture e portafogli spesso sfruttano la plastica per robustezza, leggerezza e possibilità di design innovativi.
Nel settore dell’arredo, sedie e tavoli in policarbonato, divani in tessuti tecnici, tappeti e tende in fibre sintetiche sono esempi di come la plastica abbia rivoluzionato il comfort domestico.

Materassi e cuscini:
Molti materassi e cuscini sono realizzati in materiali espansi come poliuretano, che offre sostegno, comfort e durata nel tempo.

Verso una quotidianità più sostenibile: riciclo e materiali innovativi

Prodotti riciclati:
Molti comuni italiani utilizzano arredi urbani in plastica riciclata: panchine, cestini, giochi per bambini. Anche pavimentazioni, segnaletica e fioriere possono essere realizzati con plastiche di recupero.

Innovazione nei materiali:
Oggi sono disponibili plastiche biodegradabili, compostabili e riciclate, che riducono ulteriormente l’impatto ambientale e contribuiscono all’economia circolare.
Aziende e designer stanno sperimentando nuovi materiali e processi produttivi per rendere la plastica sempre più “amica” dell’ambiente.

Conclusioni: aprire gli occhi sulla plastica invisibile

La plastica invisibile è una presenza discreta ma fondamentale nella vita quotidiana. Ci permette di vivere in case più sicure e confortevoli, di muoverci in città più efficienti, di indossare abiti tecnici e di godere di dispositivi che migliorano la salute e il benessere.

Se gestita correttamente, la plastica può essere una grande alleata della sostenibilità.
Per questo è importante cambiare prospettiva e valorizzare la plastica non solo come “rifiuto”, ma come risorsa da gestire responsabilmente.


Cresce la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica: i dati Corepla 2024 confermano il progresso sostenibile

Cresce la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica: i dati Corepla 2024 confermano il progresso sostenibile

Il nuovo Rapporto di sostenibilità Corepla 2024 fotografa un anno di crescita e risultati importanti per la raccolta differenziata e il riciclo degli imballaggi in plastica in Italia. Un trend positivo che si traduce in benefici ambientali concreti e sempre più significativi.

Raccolta differenziata: +4% rispetto al 2023

Nel 2024 la raccolta differenziata nazionale degli imballaggi in plastica, inclusi i sistemi autonomi, ha raggiunto 1.531.319 tonnellate, segnando un aumento del 4% rispetto alle 1.472.228 tonnellate del 2023. Anche la raccolta gestita da Corepla cresce, passando da 1.282.294 tonnellate del 2023 a 1.335.031 nel 2024. Il dato pro capite si attesta a 26 kg per abitante (contro i 25 kg del 2023), con alcune regioni particolarmente virtuose come Sardegna (36,4 kg/ab) e Veneto (30,9 kg/ab).

Riciclo: il 2024 segna +6,5% di imballaggi avviati a riciclo

Il totale degli imballaggi in plastica avviati a riciclo nel 2024 sale a 1.109.848 tonnellate, con un incremento del 6,5% rispetto alle 1.056.341 tonnellate del 2023. Di questi, 796.848 tonnellate sono state gestite direttamente da Corepla (+7,5% rispetto al 2023). In crescita anche il riciclo meccanico, che raggiunge 721.014 tonnellate (+8,5%).

Benefici ambientali: meno CO₂ e meno discariche

L’attività di Corepla nel 2024 ha prodotto effetti ambientali rilevanti:

  • Materia prima vergine risparmiata: 573.734 tonnellate (+7,5% rispetto al 2023)
  • Energia primaria risparmiata: 11.952 GWh (soddisfa il fabbisogno elettrico di Milano per circa 2 anni)
  • Discarica evitata: 43.557.233 m³ (oltre 3 volte la superficie della città del Vaticano)

Emissioni di CO₂ evitate: 969.831 tonnellate (equivalenti all’assorbimento annuo di oltre 48 milioni di alberi)

Questi risultati non solo avvicinano l’Italia agli obiettivi europei di riciclo, ma testimoniano che investimenti continui in innovazione, partnership industriali e campagne di sensibilizzazione stanno rendendo la raccolta e il riciclo della plastica sempre più efficienti, trasparenti e sostenibili.


Le 5 notizie di febbraio su plastica, riciclo e nuove sfide green

Le 5 notizie di febbraio su plastica, riciclo e nuove sfide green

Febbraio è stato un mese intenso per il mondo della plastica e dell’economia circolare, con una serie di novità, iniziative e dati che segnalano quanto il settore sia in fermento. Ecco le 5 news che hanno fatto più notizia:

1) Imballaggi, 2026 anno spartiacque

La nuova normativa europea impone target sempre più sfidanti per la raccolta dei contenitori per bevande. Se l’Italia non raggiungerà l’80% di intercettazione entro il 2026, il sistema di deposito cauzionale (DRS) diventerà obbligatorio: una svolta possibile nel modo di gestire la plastica.

Leggi di più: https://www.riciclanews.it/rifiuti/imballaggi-tra-differenziata-e-deposito-cauzionale-il-2026-anno-spartiacque_42221.html

2) Ante in PET riciclato: la cucina è sempre più green

Design e sostenibilità vanno a braccetto con le nuove ante in PET riciclato che conquistano il settore dell’arredamento. Resistenza, estetica e attenzione all’ambiente senza compromessi.

Scopri di più: https://www.stosapointroma.com/cucine-con-ante-in-pet-riciclato-sostenibilita-e-design/

3) Italiani protagonisti ai Plastics Recycling Awards Europe 2026

Sono tanti i progetti italiani selezionati come finalisti nel premio europeo più importante sul riciclo: dall’innovazione nel packaging alle nuove tecnologie, un riconoscimento alla creatività e all’impegno delle aziende.

Approfondisci: https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=35311

4) Lurisia: sostenibilità olimpica in bottiglia

In occasione dei Giochi di Milano Cortina 2026 debutta la limited edition in 100% R-Pet. Un esempio di come il beverage italiano investa su design, qualità e materiali riciclati per eventi internazionali.

Leggi la notizia: https://distribuzionemoderna.info/comunicazione-marketing/lurisia-limited-edition-per-i-giochi-di-milano-cortina-e-nuova-bottiglia-in-100-r-pet

5) RecoPet: raccolta virtuosa tra La Spezia e Pineto

La raccolta selettiva si espande: a La Spezia cinque nuove postazioni e a Pineto (TE) oltre 34.000 bottiglie raccolte in appena due mesi, con coinvolgimento dei cittadini e incentivi economici.

La Spezia: https://www.ecodallecitta.it/la-spezia-postazioni-recopet-raccolta-pet/
Pineto: https://www.iltrafiletto.it/2026/02/20/pineto-recopet-parte-forte-34mila-bottiglie-raccolte-in-due-mesi/9-18212.html

I trend sono chiari: la plastica riciclata entra nella vita quotidiana, il design si fa sostenibile e l’Italia si gioca sfide cruciali tra innovazione, eccellenza e nuovi modelli di raccolta. Restiamo aggiornati!


Plastica riciclata: dove la trovi già nella vita di tutti i giorni?

Plastica riciclata: dove la trovi già nella vita di tutti i giorni?

Quando pensiamo al riciclo della plastica, immaginiamo subito bottiglie e flaconi che finiscono nel bidone della raccolta differenziata. Ma sapevi che la plastica riciclata non si limita a “rinascere” in nuovi imballaggi? Sempre più spesso, la ritroviamo trasformata in oggetti di uso quotidiano, spesso insospettabili!

Oltre ai flaconi e agli imballaggi — dove in etichetta viene ormai indicato chiaramente se sono realizzati in plastica riciclata — ecco alcuni esempi sorprendenti di prodotti che possono contenere plastica di seconda vita:

  • Felpe in pile e magliette tecniche: molte aziende producono tessuti tecnici a partire da bottiglie in PET riciclate, trasformando i rifiuti in abbigliamento sportivo o outdoor.
  • Arredi urbani: panchine, fioriere e giochi per parchi sono spesso realizzati con plastica riciclata, che garantisce robustezza e resistenza agli agenti atmosferici.
  • Penne, righelli e cancelleria: oggi molte penne, righelli e altri accessori scolastici sono prodotti con materiali plastici riciclati, contribuendo a ridurre lo spreco di risorse.
  • Contenitori e cassette per la frutta: anche questi oggetti, fondamentali nella logistica alimentare, vengono realizzati sempre più spesso in plastica riciclata, per un ciclo virtuoso che unisce sostenibilità e praticità.
  • Pavimentazioni, staccionate e arredi da giardino: la plastica riciclata trova impiego anche in prodotti per l’edilizia e l’arredo esterno, sostituendo materiali tradizionali con soluzioni eco-friendly.

Quindi, la prossima volta che fai la raccolta differenziata della plastica, pensa che il tuo gesto potrebbe trasformarsi in un vaso, una panchina o una penna!
Il riciclo è un piccolo impegno quotidiano che, sommato a quello di milioni di persone, fa davvero la differenza per l’ambiente e per la nostra vita di tutti i giorni.


Plastica e sport: innovazione, performance e riciclo verso la sostenibilità

Plastica e sport: innovazione, performance e riciclo verso la sostenibilità

Plastica e sport: il materiale che fa vincere la sostenibilità

Quando si pensa alla plastica, spesso si visualizzano solo bottiglie, sacchetti o imballaggi. In realtà, la plastica ha rivoluzionato anche il mondo dello sport, diventando protagonista silenziosa di innovazione, performance e sostenibilità. Dagli abiti tecnici ai campi da gioco, dagli strumenti agli accessori, la plastica, sempre di più, contribuisce a rendere lo sport accessibile, sicuro e… green.

La plastica nello sport: dalle scarpe ai campi da gioco

Il viaggio della plastica nello sport inizia negli anni ’60, quando i materiali sintetici iniziano a sostituire quelli tradizionali per rispondere a esigenze di leggerezza, resistenza e versatilità. Da allora, il ruolo della plastica si è ampliato enormemente.

Scarpe da running e calzature sportive:
Oggi, quasi tutte le scarpe sportive utilizzano suole in EVA (Etilene Vinil Acetato) o in TPU (Poliuretano Termoplastico), materiali plastici che garantiscono leggerezza, flessibilità e un’ottima ammortizzazione. Anche le tomaie sono spesso realizzate con materiali sintetici, resistenti all’usura e all’acqua.

Palloni e attrezzatura:
Il classico pallone da calcio in cuoio è stato sostituito da palloni in materiali plastici, più resistenti e adatti a tutte le condizioni climatiche. Anche i palloni da basket, volley e rugby sono oggi realizzati con materiali sintetici che assicurano durata e performance.

Racchette e attrezzi:
Le racchette da tennis e padel utilizzano telai in materiali compositi, dove la plastica si combina con la fibra di carbonio per ottenere strumenti ultraleggeri, ma resistenti a stress elevati.

Superfici sportive:
Le piste d’atletica in tartan (gomma sintetica), i campi da calcio in erba sintetica e i rivestimenti delle piscine in PVC sono solo alcuni esempi di come la plastica abbia rivoluzionato anche le superfici di gioco, offrendo soluzioni più durature e facilmente manutenibili.

Innovazione e performance: quando il materiale fa la differenza

Innovazione e performance: quando il materiale fa la differenza
La plastica ha cambiato radicalmente le regole del gioco, non solo per la leggerezza e la resistenza, ma anche per l’innovazione costante che porta con sé.

Attrezzatura più leggera e resistente:
Un casco da ciclismo in policarbonato pesa una frazione rispetto a quelli di vecchia generazione, offrendo comunque una protezione superiore. Le nuove generazioni di sci, snowboard e skateboard sfruttano plastiche tecniche per combinare elasticità, resistenza agli urti e durata.

Comfort e design:
La plastica ha permesso la creazione di abbigliamento tecnico ad alte prestazioni: tessuti traspiranti, impermeabili, elastici e leggeri che migliorano il comfort atletico e riducono i rischi di infortuni o fastidi.

Sicurezza:
Dai caschi da bici ai gilet airbag per motociclisti, passando per ginocchiere, gomitiere e protezioni per sport estremi: la plastica è protagonista nella realizzazione di dispositivi di sicurezza, spesso salvavita.

Record e prestazioni:
Dietro a molti record sportivi degli ultimi decenni ci sono materiali plastici innovativi: basti pensare ai costumi da nuoto high-tech, alle scarpe da running con suole in schiume avanzate o alle racchette “intelligenti” che migliorano precisione e potenza.

Riciclo e seconda vita: campi, maglie e attrezzature green

Oggi, la sostenibilità è un tema centrale anche nello sport, e la plastica riciclata sta diventando una delle protagoniste delle nuove strategie ambientali di club, federazioni e aziende.

Abbigliamento e scarpe green:
Molte grandi aziende hanno introdotto linee di abbigliamento realizzate con PET riciclato, ricavato da bottiglie di plastica raccolte e trasformate in nuove fibre. Squadre di calcio come Juventus, Real Madrid e Manchester United hanno indossato magliette fatte con plastica raccolta negli oceani.

Attrezzature e superfici:
Anche scarpe, palloni e superfici di gioco possono essere prodotti con materiali riciclati. Campi da calcio e da padel in erba sintetica sono spesso realizzati con plastica di recupero.

Case study: le Olimpiadi di Tokyo 2020
Le Olimpiadi di Tokyo sono state un esempio di sport sostenibile: le medaglie sono state create da materiali riciclati provenienti da rifiuti elettronici, i podi degli atleti erano in plastica riciclata e persino le uniformi ufficiali erano prodotte con fibre ricavate da bottiglie di PET.

Raccolta differenziata negli impianti sportivi:
Sempre più stadi, palestre e centri sportivi si dotano di sistemi di raccolta differenziata, coinvolgendo atleti e pubblico nell’economia circolare della plastica.

Progetti italiani ed europei:
Anche in Italia e in Europa sono numerosi i progetti che puntano a riciclare la plastica usata nello sport, trasformandola in nuove attrezzature, arredi urbani o materiali per l’edilizia sportiva.

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: la sfida dell’economia circolare

Gli atleti stessi sono spesso i primi promotori di comportamenti responsabili e gli eventi sportivi internazionali sono diventati veri e propri laboratori di sostenibilità.

Milano-Cortina 2026 ha posto la sostenibilità e l’economia circolare tra le sue priorità, anche per quanto riguarda la gestione della plastica. Il Comitato Organizzatore ha introdotto criteri premianti di sostenibilità per fornitori e partner, promuovendo l’uso di materiali riciclati e riciclabili per strutture temporanee, merchandising e allestimenti.
Questi Giochi puntano a essere un modello nella riduzione dei rifiuti e nel riciclo, in linea con gli obiettivi dichiarati nel Rapporto di Sostenibilità.

La plastica nel futuro dello sport

La plastica ha avuto (e avrà) un ruolo fondamentale nello sviluppo dello sport moderno.
Non solo ha permesso di migliorare le performance e la sicurezza degli atleti, ma oggi rappresenta anche una risorsa preziosa per rendere lo sport sempre più sostenibile, attraverso il riciclo e l’innovazione.

Il futuro vedrà materiali ancora più performanti, riciclati e riciclabili, in un circolo virtuoso che unisce sport, tecnologia e rispetto per l’ambiente.


La Plastica è cambiata è un progetto supportato da ALPLA, leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di soluzioni di imballaggio innovative in plastica.

La Plastica è cambiata

Un progetto supportato da ALPLA, leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di soluzioni di imballaggio innovative in plastica.

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