News di Settembre: tra risultati globali, economia circolare e scoperte scientifiche sorprendenti

News di Settembre: tra risultati globali, economia circolare e scoperte scientifiche sorprendenti

Settembre si chiude con un ricco panorama di notizie dal mondo della plastica, tra risultati globali, nuovi progetti di economia circolare e scoperte scientifiche sorprendenti.
L’attenzione internazionale resta alta sia sulle grandi strategie per ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente sia sulle piccole e grandi innovazioni che possono cambiare il nostro modo di riciclare e creare valore sociale o tecnologico.
Ecco le news che più hanno fatto parlare di sé questo mese:

L’Alliance to End Plastic Waste: 138mila tonnellate di plastica in meno

Un risultato di rilievo mondiale: l’Alliance to End Plastic Waste ha comunicato di aver ridotto, nel solo 2025, di ben 138.000 tonnellate di rifiuti plastici non gestiti, grazie alla nuova Strategy 2030. Crescono i programmi su scala nazionale e il coinvolgimento internazionale degli stakeholder per rendere sempre più concreta la transizione verso un’economia circolare.

Link:
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=36421

C’è valore nel riciclo: numeri e prospettive

Secondo uno studio TEHA Group – CONAI, il riciclo europeo genera un impatto economico annuo di 555 miliardi di euro e oltre 3 milioni di occupati. Tuttavia, il report sottolinea la necessità di rafforzare la domanda per i materiali riciclati, specialmente per le plastiche, per liberare tutto il potenziale della filiera e rispondere alle nuove sfide normative.

Link:
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=36400

Fallo Ora: da bottiglie PET a tamburelli per l’inclusione

Un bellissimo esempio di economia circolare applicata al sociale: durante il Jova Summer Party di Palermo è stato consegnato a Jovanotti il primo tamburello prodotto con plastica PET riciclata dai rifiuti raccolti negli eventi. Il progetto Fallo Ora di Corepla e Acqua Vera ha portato 2.000 tamburelli riciclati a realtà che lavorano ogni giorno per l’inclusione di bambini e ragazzi, unendo riciclo e impatto sociale.

Link:
https://palermo.gds.it/articoli/cronaca/2026/09/03/acqua-vera-e-corepla-consegnano-il-primo-tamburello-fatto-con-plastica-riciclata-via-al-progetto-fallo-ora-e096609e-c270-4970-833a-b392d85065fb/

Biscotti dallo spazio: il PET diventa cibo grazie ai microbi

Ricerca da fantascienza che si fa realtà nei laboratori della Southern Illinois University: grazie a microbi ingegnerizzati, bottiglie PET e scarti agricoli possono essere trasformati in nuovi alimenti, tra cui prototipi di “biscotti commestibili” pensati per le missioni spaziali. Non ancora pronti per i supermercati, ma un esempio stimolante di bioeconomia circolare.

Link:
https://www.greenme.it/esg/economia-circolare/gli-scienziati-vogliono-trasformare-le-bottiglie-di-plastica-pet-in-biscotti-commestibili/

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Verso il sistema di deposito cauzionale (DRS): perché l’Italia si prepara al grande salto

Verso il sistema di deposito cauzionale (DRS): perché l’Italia si prepara al grande salto

Un imballaggio abbandonato non è solo un “rifiuto”: è una risorsa persa. Nonostante il riciclo in Italia abbia segnato degli ottimi risultati, è legittimo chiedersi: “non potremmo fare di meglio?”.

In molti paesi, la risposta è il sistema di deposito cauzionale (DRS, Deposit Return System) – una strategia che potrebbe rivoluzionare anche in Italia la gestione degli imballaggi monouso.

Cos’è il DRS e perché serve?

Il DRS è un sistema in cui al momento dell’acquisto di una bevanda si paga una piccola cauzione che viene restituita quando il contenitore (ad esempio una bottiglia o lattina) viene riconsegnato dopo l’uso. Questa pratica incentiva la restituzione degli imballaggi e permette di raccogliere materiali “puliti”, pronti a essere riciclati efficientemente.

Perché è importante introdurlo in Italia?

L’Italia, pur eccellendo nel riciclo, ogni anno perde per strada circa 8 miliardi di contenitori che sfuggono alla raccolta differenziata – una quantità di materiali preziosi che finiscono nell’ambiente, contribuendo in modo significativo al littering e alla dispersione delle risorse.

Un’urgenza europea e una priorità condivisa

L’introduzione di un DRS non è più una scelta opzionale, ma una necessità dettata dagli obiettivi europei. Entro il 2029 tutti gli Stati membri dell’UE dovranno raggiungere almeno il 90% di raccolta differenziata per le bottiglie in PET — un traguardo considerato “quasi impossibile” senza l’adozione del deposito cauzionale, come dimostra l’esperienza di Paesi leader come Norvegia e Germania (vicini al 100% di raccolta).

In Europa, ben 19 Paesi hanno già introdotto il DRS, raggiungendo risultati eccellenti sia in termini di raccolta sia di efficienza del riciclo.

Dal confronto politico alla convergenza sociale

Il cammino verso il DRS in Italia ha visto coinvolti negli ultimi anni istituzioni, associazioni di categoria, produttori, enti locali e cittadini, passando da una discussione tecnica a una priorità politica condivisa.
Oggi, la piattaforma di confronto coinvolge trasversalmente Parlamento, governo, enti di ricerca come ISPRA e organizzazioni ambientaliste. Non solo: anche iniziative simboliche – come la spedizione di sensibilizzazione di Merijn Tinga, il “Plastic Soup Surfer”, arrivata fino al Vaticano – hanno sottolineato il valore ambientale e morale della lotta al littering.

Diversi progetti di legge — espressione di sensibilità politiche differenti — sono in via di unificazione, in modo da arrivare nei prossimi mesi a un testo condiviso che traghetti l’Italia verso il nuovo obbligo europeo senza ritardi né divisioni.

I vantaggi attesi del sistema DRS

  • Riduzione drastica della dispersione: monetizzare l’imballaggio rende i contenitori troppo “preziosi” per finirci abbandonati (come dire: “chi butterebbe per terra una moneta da 25 centesimi?”).
  • Maggior valore delle risorse raccolte: i materiali tornano altamente selezionati all’industria del riciclo, pronte per nuovi cicli produttivi.
  • Effetto educativo: l’introduzione della cauzione responsabilizza cittadini e produttori, creando una cultura della restituzione.
  • Ottimizzazione dei costi ambientali e amministrativi: riducendo i rifiuti nell’ambiente e nelle raccolte stradali, si alleggerisce il lavoro (e i costi) dei Comuni.

Le sfide ancora da affrontare

Il DRS dovrà integrarsi con le particolarità territoriali italiane e con il sistema già virtuoso della raccolta differenziata. Sarà essenziale accompagnare l’innovazione con informazione, educazione e strumenti a supporto di produttori e consumatori.

Un futuro più circolare è davvero possibile

La sfida non è solo normativa, ma culturale: passare dal “lo possiamo fare” al “lo vogliamo fare”. L’Italia, oggi leader nel riciclo, può chiudere il cerchio e diventare modello anche nella prevenzione della dispersione e nella valorizzazione degli imballaggi come risorsa, non come rifiuto.

L’introduzione del DRS sarebbe una “seconda rivoluzione” nella gestione del packaging, dove tutti – cittadini, imprese, istituzioni – lavorano insieme per un obiettivo concreto: ridurre, quanto più possibile, a zero bottiglie disperse, spingere il riciclo al massimo, e mettere il valore delle risorse al centro.


Veicoli più circolari: cosa prevede il nuovo Regolamento ELV UE sulle plastiche

Veicoli più circolari: cosa prevede il nuovo Regolamento ELV UE sulle plastiche

La transizione verso un’economia circolare interessa ormai tutti i settori industriali, automotive incluso. Un ambito strategico che vede la plastica protagonista, con nuove regole a livello europeo. 

Cos’è il Regolamento ELV?
Il Regolamento “End-of-Life Vehicles” (ELV) disciplina il trattamento e la gestione dei veicoli a fine vita, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, recuperare materiali preziosi ed evitare pratiche dannose per l’ambiente. 

Le nuove regole UE puntano in particolare sulle plastiche:

  • Plastica riciclata obbligatoria: nei prossimi anni, una percentuale minima della plastica usata nelle auto dovrà essere riciclata.
    • Entro sei anni, almeno il 15% delle plastiche dovrà avere origine riciclata.
    • Entro dieci anni, questa quota salirà al 25%.
    • Di questo materiale riciclato, almeno il 20% arriverà dal cosiddetto “circuito chiuso”: cioè sarà recuperato da componenti e veicoli fuori uso.
  • Responsabilità estesa del produttore: i costruttori dovranno farsi carico della raccolta, trattamento e recupero dei veicoli a fine vita in tutta l’UE.
  • No all’esportazione di veicoli non idonei alla circolazione: per prevenire smaltimenti illegali, sarà vietato esportare auto fuori uso, favorendo così il riciclo e la tracciabilità dei materiali.

Cosa significa tutto questo? 
Per il settore automotive è una vera rivoluzione: le plastiche riciclate entreranno in modo strutturale nella progettazione e produzione delle auto, aumentando il valore dei rifiuti plastici e incentivando la filiera del riciclo.
Un passo importante verso una mobilità più sostenibile e un minor impatto ambientale dei veicoli sulle nostre strade.


News di Agosto: tra ricerca, innovazione e nuovi impianti per il riciclo

News di Agosto: tra ricerca, innovazione e nuovi impianti per il riciclo

L’estate non si ferma e neanche il mondo della plastica, tra novità scientifiche, campagne di comunicazione e nuove infrastrutture per la raccolta. Ecco i principali aggiornamenti che hanno segnato il mese di agosto!

Dalla plastica all’idrogeno (e senza emissioni): la nuova frontiera del riciclo energetico

C’è chi guarda al futuro non solo con il riciclo meccanico, ma con soluzioni ad alto valore aggiunto: un team di scienziati della UCLA e della Ewha Womans University (Corea del Sud) ha messo a punto un processo che trasforma la plastica in idrogeno ad alta purezza e in CO₂ solida, evitando emissioni nocive. La metodologia sfrutta un trattamento termico alcalino a bassa temperatura, che consente di produrre energia pulita partendo proprio dagli scarti plastici più comuni. La ricerca, sebbene ancora a livello sperimentale, promette importanti sviluppi per il futuro della gestione dei rifiuti plastici.
https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-la-plastica-in-carburante-il-sistema-che-converte-la-plastica-in-energia.html#google_vignette

Riciclo chimico, fra possibilità e limiti: i risultati dello studio UE

Il Joint Research Centre della Commissione europea ha pubblicato un nuovo studio che fa il punto sulle tecnologie di riciclo chimico più promettenti: pirolisi e solvolisi. Secondo il report, questi processi sono tecnicamente in grado di trasformare la plastica “difficile” in materiali di qualità vergine, utili anche per gli imballaggi alimentari, ma hanno ancora costi molto elevati rispetto sia al riciclo meccanico che alla plastica vergine. La sostenibilità economica resta dunque la grande sfida, ma queste tecnologie potranno comunque giocare un ruolo strategico soprattutto laddove il riciclo tradizionale non è applicabile. https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=36271

“Fallo Ora”: il riciclo del PET va in tour con Jova Summer Party

Le buone notizie arrivano anche dal fronte della sensibilizzazione. Ad agosto, Corepla e Acqua Vera hanno portato in tutti i principali appuntamenti del Jova Summer Party la campagna “Fallo Ora”, realizzata con IED Milano. Durante le tappe del tour, il pubblico è stato coinvolto in iniziative sul riciclo delle bottiglie PET: raccolta dedicata, distribuzione di gadget in plastica riciclata e tanta informazione su come rendere più concreta la cultura dell’economia circolare, partendo da ogni singola bottiglia conferita correttamente.
https://www.corepla.it/news/dal-palco-alleconomia-circolare-corepla-e-acqua-vera-portano-la-campagna-fallo-ora-realizzata-con-ied-milano-al-jova-summer-party-2026-per-promuovere-il-riciclo-del-pet/

Ecocompattatori bottle-to-bottle: la rete cresce ancora

Infine, nuovi ecocompattatori dedicati alle bottiglie in PET vengono installati in città, comuni e centri commerciali di tutta Italia grazie all’impegno di consorzi come Corepla, Coripet e alle amministrazioni virtuose. Questi dispositivi, sempre più diffusi, premiano i cittadini che differenziano correttamente e consentono di trasformare le bottiglie appena consumate in nuova materia prima di alta qualità. Un passo fondamentale per un’Italia più sostenibile e davvero circolare.

Agosto ci racconta un panorama sempre più ricco di innovazione, partecipazione e strumenti concreti per affrontare il tema della plastica con uno sguardo al futuro: dalla scienza alla comunicazione, fino ai piccoli gesti di ogni giorno.


Cosa NON lasciare in spiaggia: 5 oggetti di plastica che spesso dimentichiamo (e come gestirli con intelligenza)

Cosa NON lasciare in spiaggia: 5 oggetti di plastica che spesso dimentichiamo (e come gestirli con intelligenza)

L’estate è più bella senza rifiuti: le nostre giornate in spiaggia, tra nuotate, giochi e relax, possono diventare davvero speciali se ricordiamo di prenderci cura anche dell’ambiente che ci ospita. Spesso ci ricordiamo dei grandi rifiuti, ma il mare e la natura ci chiedono attenzione anche verso quei piccoli oggetti che, purtroppo, vengono dimenticati troppo facilmente. Bastano semplici attenzioni per fare davvero la differenza.

Ecco i cinque oggetti di plastica che più spesso finiscono tra la sabbia o nel mare… e qualche consiglio pratico su come gestirli con intelligenza, rispettando l’ambiente e chi verrà dopo di noi.

1. Tappi delle bottiglie 
Sono tra gli oggetti più dispersi, quasi invisibili tra sabbia e ciottoli. Se dimenticati, vengono facilmente ingeriti da uccelli e pesci, con gravi conseguenze sull’ecosistema marino.
Che fare? 
Non staccare il tappo dalla bottiglia, e quando la finisci gettala nella raccolta differenziata: così eviterai che si disperda e faciliterai anche il corretto riciclo del materiale. Se il tappo si stacca e cade, prenditi un minuto per cercarlo: è piccolo, ma conta moltissimo!

2. Cannucce 
Anche se molte sono state bandite e sostituite da alternative compostabili, le cannucce in plastica sono ancora presenti. Spesso finiscono perse nella sabbia o nel mare.
Che fare? 
Il consiglio è semplice: cerchiamo di farne a meno. Se usi una cannuccia in plastica, mettila sempre nello zaino dopo l’uso e portala via: gettala nella raccolta differenziata se consentito dal tuo comune, oppure nell’indifferenziata se non è accettata.

3. Giochi da spiaggia 
Secchielli, palette, formine per la sabbia, pistole d’acqua e piccoli gonfiabili sono tra i protagonisti delle vacanze, soprattutto se si viaggia con i bambini. Ma quando si rompono o si perdono, spesso finiscono abbandonati perché “tanto sono piccoli” o “tanto non servono più”. Nel tempo diventano rifiuti invisibili che si sminuzzano e restano a lungo nell’ambiente.
Che fare? 
Controlla sempre che il gruppo dei giochi da spiaggia sia completo prima di andare via. Se qualcosa si rompe, non lasciarlo sulla spiaggia o nei pressi dei cestini: portalo a casa e smaltiscilo nell’indifferenziata (se sono piccoli oggetti), oppure portali all’isola ecologica per una raccolta corretta. E, perché no, trasforma i vecchi giochi in nuovi lavoretti creativi!

4. Sacchetti e shopper 
Il vento è il peggior nemico di sacchetti leggeri e shopper dimenticati: basta una raffica per farli volare via e disperderli tra le dune o in acqua.
Che fare? 
Alla fine della giornata, fai un check veloce sotto l’asciugamano e tra i giochi dei bimbi, assicurandoti che non ci sia nulla rimasto nascosto nella sabbia. Mai abbandonare i sacchetti nei pressi dei bidoni, soprattutto se sono pieni: meglio portarli a casa se i rifiuti sono tanti.

5. Bottigliette di plastica 
Un classico di qualsiasi picnic, passeggiata o giornata al sole. Le bottigliette sono pratiche, ma vanno correttamente differenziate.
Che fare? 
Appiattiscile, avvita il tappo e gettale nella raccolta della plastica. Nei contesti senza raccolta, meglio portarle a casa e differenziarle correttamente.

Consiglio extra: piccoli gesti, grandi risultati

Durante le tue giornate al mare, osserva sempre dove butti ogni piccolo rifiuto. Se trovi oggetti di plastica lasciati da altri, raccoglili: sarà un piccolo regalo per le persone che verranno dopo di te e per l’ambiente. Coinvolgi bambini e amici in questa buona abitudine: trasforma la raccolta dei piccoli oggetti dimenticati in un gioco o in una green challenge tra teli e ombrelloni.

Godiamoci un’estate leggera, anche per il pianeta: ogni oggetto conta, per una spiaggia più pulita e un mare più sicuro. Le vacanze possono essere davvero indimenticabili, se lasciamo alle nostre spalle solo impronte sulla sabbia. 


PPWR Implementation Tracker: uno strumento digitale per orientarsi tra le nuove regole UE sugli imballaggi

PPWR Implementation Tracker: uno strumento digitale per orientarsi tra le nuove regole UE sugli imballaggi

Cosa succede quando una normativa complessa, come il nuovo Regolamento europeo su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR), inizia il suo percorso di attuazione tra atti delegati, scadenze e aggiornamenti continui?
Per aziende, associazioni e cittadini spesso non è facile capire lo stato di avanzamento delle norme, raccogliere le informazioni aggiornate o trovare le opportunità per partecipare attivamente al processo.

Per rispondere a questa esigenza, Europen (l’associazione europea dei produttori di imballaggi) ha appena lanciato una piattaforma online pubblica: il PPWR Implementation Tracker. Questo nuovo strumento digitale permette di monitorare in tempo reale tutti i passaggi chiave dell’attuazione del regolamento, con indicatori visivi, timeline e una dashboard intuitiva.

Grazie al Tracker è possibile:

  • Seguire lo stato degli atti legislativi secondari (ad es. atti delegati, di esecuzione)
  • Restare aggiornati su scadenze, milestone e consultazioni pubbliche imminenti
  • Accedere facilmente a documenti ufficiali, glossari e risorse utili
  • Conoscere subito lo “stato della norma”: in fase di preparazione, aperta alla consultazione, adottata oppure in ritardo

Uno strumento concreto che facilita la comprensione del PPWR e aiuta tutte le realtà coinvolte nella filiera degli imballaggi a non perdere nessuna novità.


Le News di luglio: plastica e riciclo sotto i riflettori

Le News di luglio: plastica e riciclo sotto i riflettori

Luglio si è rivelato un mese ricco di spunti per comprendere in che direzione si stia muovendo il settore della plastica, del riciclo e delle politiche europee a essi connesse. Dai dati sull’utilizzo delle plastiche riciclate in Italia, passando per il dibattito sulle normative europee, alle nuove tecnologie sviluppate in ambito accademico, il panorama mostra segnali di fermento, ma anche di sfide strutturali e tensioni competitive. Ecco i fatti salienti emersi negli ultimi trenta giorni.

1. Plastica riciclata in Italia: dati e sfide dal report IPPR

Secondo la nuova analisi quantitativa 2025 dell’IPPR, pubblicata da Corepla, l’Italia ha impiegato 1,318 milioni di tonnellate di polimeri rigenerati nel 2025, con leggera flessione rispetto all’anno precedente. L’imballaggio si conferma il primo settore di sbocco, ma la debole domanda e la concorrenza del materiale vergine pesano sulla crescita. PET e packaging trainano il comparto, ma servono più investimenti e stabilità normativa per sostenere la filiera.
https://www.corepla.it/news/plastiche-riciclate-ippr-pubblica-lanalisi-quantitativa-2025 

2. Appello delle industrie: la Direttiva SUP non si tocca

Dieci associazioni europee dei settori plastica e imballaggio – tra cui Plastics Europe, EuPC e Europen – chiedono a Bruxelles di mantenere l’attuale testo della Direttiva SUP sulla plastica monouso. Temono che riaprirla creerebbe solo incertezza e oneri, in un momento in cui le filiere hanno già diversi fronti normativi da gestire.
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=36118 

3. UE, nuova stretta sui target di riciclo: 12 paesi richiamati

La Commissione Europea ha richiamato 12 Stati membri per il mancato raggiungimento degli obiettivi di riciclo di rifiuti urbani e imballaggi, compresa la plastica: tra i Paesi coinvolti Germania, Grecia, Cipro e Croazia. L’Italia resta tra i paesi “promossi” ma servirà ancora più impegno viste le nuove soglie previste per il 2025.
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=36146 

4. Al MIT, riciclo chimico con l’80% di energia in meno

MacroCycle Technologies, spin-off del MIT, ha annunciato una rivoluzione per il riciclo della plastica: un nuovo processo chimico riduce dell’80% l’energia richiesta, abbassando i costi e ottenendo PET riciclato di qualità pari al vergine. Un passo avanti che potrebbe rendere il riciclato finalmente competitivo sul mercato globale.
https://www.plastmagazine.it/riciclare-plastica-consumando-80-energia-meno-mit/ 

5. Raccolta incentivata: Ragusa installa 10 ecocompattatori

Anche Ragusa entra nel progetto RecoPet con 10 nuovi ecocompattatori per la raccolta delle bottiglie PET. I cittadini vengono premiati con punti e incentivi ogni volta che riciclano, aiutando il Comune a migliorare i risultati di raccolta e contribuire agli obiettivi nazionali di economia circolare.
 https://www.ragusah24.it/2026/07/09/ragusa-10-ecocompattatori-per-riciclare-le-bottiglie-in-pet/ 

Conclusioni

Innovazioni tecnologiche, dati di mercato, richiami UE e premi al riciclo: la strada per una gestione più sostenibile della plastica è ancora in salita, ma i segnali d’evoluzione non mancano. Resta fondamentale il contributo di aziende, istituzioni e cittadini per far crescere un’economia circolare davvero efficace. Restate aggiornati, le novità non finiscono qui!


Quanto sei “green” sotto l’ombrellone?

Quanto sei “green” sotto l’ombrellone?

Quiz, giochi e sfide estive sul riciclo della plastica.

L’estate porta con sé relax, giochi sulla sabbia, nuotate e… la possibilità di adottare abitudini più sostenibili anche lontano da casa.

Siamo davvero attenti al riciclo della plastica e ai comportamenti giusti quando ci godiamo la spiaggia o il campeggio? Scoprilo con il nostro blogpost interattivo, pensato per mettersi alla prova, giocare insieme e imparare qualcosa di nuovo sul mondo della plastica e della differenziata!

1. Vero o Falso? Test dal lettino

Rispondi VERO o FALSO alle seguenti affermazioni (soluzioni in fondo).

A. I tappi delle bottiglie d’acqua vanno sempre separati dalla bottiglia prima di gettare nella raccolta della plastica.

B. I giochi da spiaggia rotti (secchiello, paletta) possono essere lasciati nei cestini della spiaggia o buttati nell’indifferenziata.

C. Più la plastica è colorata, più fa fatica ad essere riciclata.

D. La plastica riciclata non può mai essere riutilizzata per produrre contenitori per alimenti.

2. Quiz multipla scelta: quanto ne sai sul riciclo in estate?

E. In quale raccolta butto una vaschetta del gelato (in plastica rigida)?

  • a) Umido
  • b) Plastica
  • c) Carta

F. Cosa fare con la sabbia o i sassolini dentro una bottiglietta usata in spiaggia?

  • a) Butto così com’è nella plastica
  • b) Svuoto e butto nella raccolta della plastica
  • c) Porto a casa nell’indifferenziata

G. Se ho raccolto tappi e confezioni di ghiaccioli sulla riva, cosa posso fare?

  • a) Gettarli nel primo cestino che trovo, di qualunque tipo
  • b) Portarli a casa e differenziare correttamente
  • c) Lasciarli vicino ai bidoni di raccolta della spiaggia

3. Sfida eco sotto l’ombrellone: “green challenge per tutti”

Scegli una (o più) di queste sfide da fare da solo, in famiglia o con gli amici:

  • A caccia di micro-rifiuti: 
    Fai una passeggiata sulla spiaggia e raccogli almeno 10 piccoli oggetti di plastica dispersi nella sabbia.
    Scatta una foto del “bottino” e condividila.
  • Lavoretto ricicloso: 
    Con i bambini, trasforma bottiglie o tappi raccolti in piccoli oggetti: una barchetta, un salvadanaio, un gioco per la sabbia. Inventa una storia sul nuovo utilizzo e postala online (taggando il progetto “La Plastica è Cambiata”).
  • Differenziata perfetta: 
    Alla fine della giornata, controlla che non rimanga nessun rifiuto tra i vostri teli e ombrelloni, soprattutto oggetti piccoli come cannucce o confezioni per snack. Proponi la challenge anche agli amici vicini di ombrellone.

4. Domande bonus per i più esperti

H. Indica due motivi per cui il PET trasparente è più facile da riciclare rispetto a quello colorato.

I. Perché è importantenon staccareil tappo alla bottiglia prima di gettarla nella plastica? 

L. Cosa indica il simbolo con frecce e un numero sul fondo di molti oggetti di plastica?

Soluzioni

Vero o Falso 
A: Falso (tappo e bottiglia vanno insieme, tappo ben avvitato!)
B: Falso (meglio portarli a casa; se grandi, discarica o isola ecologica; mai abbandonare!)
C: Vero (i coloranti e pigmenti rendono più difficile il riciclo rispetto al PET trasparente).
D: Falso (esistono contenitori per alimenti in plastica riciclata, certificata e a norma).

Quiz multipla scelta 
E: b) Plastica
F: b) Svuoto la bottiglia da sabbia e sassolini
G: b) Portarli a casa e differenziare correttamente

Domande bonus 
H: Non contiene coloranti che complicano la selezione; è più richiesto dall’industria alimentare per fare nuove bottiglie.
I: Evita la dispersione in natura dei piccoli pezzi e facilita i processi nei centri di selezione.
L: Il tipo di polimero con cui è stato realizzato l’oggetto, utile per il riciclo (es: 1 = PET, 2 = HDPE…).

E tu? Quante ne hai indovinate? Lancia anche tu una “green challenge” ai tuoi amici per rendere ogni estate più sostenibile!


Raccolta e riciclo imballaggi in plastica: il bilancio Corepla tra risultati record, mercati instabili e nuove regole UE

Raccolta e riciclo imballaggi in plastica: il bilancio Corepla tra risultati record, mercati instabili e nuove regole UE

Il sistema italiano della raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica si trova a un momento cruciale. L’ultimo bilancio Corepla – il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – fotografa un settore estremamente efficiente dal punto di vista operativo, ma costretto a navigare acque economiche e normative sempre più agitate.

Raccolta e riciclo: numeri da primato, ma ricavi in calo

Nel 2025 la raccolta differenziata nazionale degli imballaggi in plastica, gestita da Corepla in collaborazione con le amministrazioni locali e i centri di selezione, ha raggiunto nuovi record: sono state raccolte 1.424.717 tonnellate di imballaggi, con una previsione di ulteriore crescita del 3,5% per il 2026, fino a sfiorare 1,5 milioni di tonnellate. Questi risultati testimoniano la solidità del modello italiano, che si conferma tra i più avanzati d’Europa per capacità d’intercettazione e avvio a riciclo dei rifiuti.

Ma a questi numeri da primato si contrappone una realtà economica più complessa. Nel 2025 Corepla ha dovuto affrontare, come molte altre filiere del riciclo europeo, la forte concorrenza della plastica vergine fossile a prezzi bassi, che ha depresso la domanda e il prezzo dei polimeri riciclati (come R-PET, R-HDPE e R-PP). Le aste organizzate da Corepla per la vendita dei materiali riciclati hanno visto un significativo calo dei valori, portando il consorzio a sostenere uno sforzo economico senza precedenti. Le disponibilità liquide di Corepla sono scese drasticamente da oltre 37 milioni di euro nel 2024 a poco più di 12 milioni a fine 2025, segnando una tensione finanziaria che non può essere sottovalutata.

Budget 2026 e nuove strategie tra innovazione e sostenibilità

Il bilancio preventivo 2026 punta a un incremento controllato della raccolta, ma soprattutto a una rigida gestione dei costi. Si prevede una crescita delle spese del riciclo meccanico (+58%) e dei flussi industriali (+36%), controbilanciata da una forte razionalizzazione dei costi interni e da efficienze nella logistica. Un ruolo chiave lo giocherà il Contributo Ambientale Conai (CAC) diversificato, che premierà sempre più gli imballaggi “eco-designed”, cioè progettati per essere facilmente riciclabili, e penalizzerà quelli complessi e difficili da trattare.

Il piano strategico al 2030 introduce inoltre investimenti in tecnologia per la selezione e il riciclo (intelligenza artificiale, riciclo chimico avanzato), nonché l’utilizzo innovativo dei materiali riciclati in settori industriali come l’acciaieria.

Verso la qualità e l’innovazione

Corepla evidenzia che il vero scarto nei prossimi anni sarà sulla qualità del riciclato e sulla capacità di rendere il materiale riciclato uno standard competitivo rispetto alla plastica vergine. In quest’ottica, cruciale sarà anche il coinvolgimento di cittadini, scuole e nuovi strumenti di comunicazione per rafforzare la cultura della sostenibilità lungo tutta la filiera.


NEWS del mese di giugno: le 5 novità che cambiano il panorama della plastica

NEWS del mese di giugno: le 5 novità che cambiano il panorama della plastica

Giugno si è dimostrato un mese carico di novità nel mondo della plastica e dell’economia circolare. Protagonisti sono stati non solo i numeri di mercato, ma anche le innovazioni tecnologiche, le sfide delle imprese, lo sviluppo di strumenti digitali per la governance e soprattutto i passi decisivi per politiche più sostenibili.

Dai nuovi record del mercato globale delle plastiche riciclate al riconoscimento internazionale delle eccellenze italiane, passando dai problemi ancora aperti per chi ricicla in Italia fino agli strumenti digitali per navigare normative sempre più complesse—fino alla svolta sul tanto atteso sistema di deposito cauzionale (DRS). Ecco perché, anche in un settore in continuo movimento come quello delle plastiche, è importante restare aggiornati sulle tappe che segnano la rotta di domani.

Ecco, in breve, le notizie più importanti accadute a giugno:

1. Il mercato delle plastiche riciclate cresce (e punta a 161,5 miliardi $)

l mercato mondiale delle plastiche riciclate continuerà a correre: secondo MarketsandMarkets, raggiungerà i 161,5 miliardi di dollari entro il 2033, con il PET riciclato grande protagonista grazie soprattutto al packaging e alle politiche ambientali più stringenti.
plastmagazine.it/plastiche-riciclate-mercato-1615-miliardi-dollari-entro-2033/ 

2. Successo italiano al PRSE: premiata bottiglia in PET bianco opaco riciclato

Un progetto nato dalla sinergia fra Parmalat, Dentis Recycling Italy e Coripet ha ottenuto il premio “Plastic Packaging Product of the Year” al Plastic Recycling Show Europe: la nuova bottiglia Parmalat in PET bianco opaco contiene il 50% di riciclato e abbassa del 20% anche le emissioni di CO₂.
quotidianodibari.it/innovazione-prse-2026-premiata-innovazione-italiana-su-riciclo-pet-bianco-opaco/ 

3. Riciclo della plastica: imprese italiane in affanno, margini sotto pressione

Secondo il report Plastic Consult per Assorimap, nel 2025 i ricavi delle imprese italiane del riciclo meccanico scenderanno dell’1,1% rispetto al 2024, mentre i volumi aumentano del 2%. Il rincaro dell’energia e la concorrenza sleale mettono a rischio i margini e la competitività del settore, ad eccezione del PET che resta trainante.
ilsole24ore.com/art/riciclo-plastica-le-imprese-italiane-2025-ricavi-11percento-AIbOEnbD 

4. Europen lancia il PPWR Implementation Tracker

La normativa europea sugli imballaggi è sempre più complessa: nasce il “PPWR Implementation Tracker”, piattaforma digitale che consente a imprese, stakeholder e istituzioni di monitorare lo stato di attuazione e le scadenze del regolamento UE, facilitando la compliance lungo tutta la filiera.
plastmagazine.it/europen-lancia-ppwr-implementation-tracker-monitorare-attuazione-regolamento-imballaggi/ 

5. Italia, si parla di sistema di deposito cauzionale

Dopo anni di discussioni, a giugno è arrivato un raro consenso politico trasversale per introdurre il deposito cauzionale su contenitori monouso (DRS) anche in Italia. L’urgenza nasce dagli obiettivi UE, dal contrasto al littering e dalla necessità di tutelare il valore delle risorse recuperabili.
plastmagazine.it/deposito-cauzionale-in-italia-dal-parlamento-al-vaticano-una-convergenza-per-una-transizione-circolare/ 

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La Plastica è cambiata è un progetto supportato da ALPLA, leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di soluzioni di imballaggio innovative in plastica.

La Plastica è cambiata

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