PPWR Implementation Tracker: uno strumento digitale per orientarsi tra le nuove regole UE sugli imballaggi

PPWR Implementation Tracker: uno strumento digitale per orientarsi tra le nuove regole UE sugli imballaggi

Cosa succede quando una normativa complessa, come il nuovo Regolamento europeo su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR), inizia il suo percorso di attuazione tra atti delegati, scadenze e aggiornamenti continui?
Per aziende, associazioni e cittadini spesso non è facile capire lo stato di avanzamento delle norme, raccogliere le informazioni aggiornate o trovare le opportunità per partecipare attivamente al processo.

Per rispondere a questa esigenza, Europen (l’associazione europea dei produttori di imballaggi) ha appena lanciato una piattaforma online pubblica: il PPWR Implementation Tracker. Questo nuovo strumento digitale permette di monitorare in tempo reale tutti i passaggi chiave dell’attuazione del regolamento, con indicatori visivi, timeline e una dashboard intuitiva.

Grazie al Tracker è possibile:

  • Seguire lo stato degli atti legislativi secondari (ad es. atti delegati, di esecuzione)
  • Restare aggiornati su scadenze, milestone e consultazioni pubbliche imminenti
  • Accedere facilmente a documenti ufficiali, glossari e risorse utili
  • Conoscere subito lo “stato della norma”: in fase di preparazione, aperta alla consultazione, adottata oppure in ritardo

Uno strumento concreto che facilita la comprensione del PPWR e aiuta tutte le realtà coinvolte nella filiera degli imballaggi a non perdere nessuna novità.


Le News di luglio: plastica e riciclo sotto i riflettori

Le News di luglio: plastica e riciclo sotto i riflettori

Luglio si è rivelato un mese ricco di spunti per comprendere in che direzione si stia muovendo il settore della plastica, del riciclo e delle politiche europee a essi connesse. Dai dati sull’utilizzo delle plastiche riciclate in Italia, passando per il dibattito sulle normative europee, alle nuove tecnologie sviluppate in ambito accademico, il panorama mostra segnali di fermento, ma anche di sfide strutturali e tensioni competitive. Ecco i fatti salienti emersi negli ultimi trenta giorni.

1. Plastica riciclata in Italia: dati e sfide dal report IPPR

Secondo la nuova analisi quantitativa 2025 dell’IPPR, pubblicata da Corepla, l’Italia ha impiegato 1,318 milioni di tonnellate di polimeri rigenerati nel 2025, con leggera flessione rispetto all’anno precedente. L’imballaggio si conferma il primo settore di sbocco, ma la debole domanda e la concorrenza del materiale vergine pesano sulla crescita. PET e packaging trainano il comparto, ma servono più investimenti e stabilità normativa per sostenere la filiera.
https://www.corepla.it/news/plastiche-riciclate-ippr-pubblica-lanalisi-quantitativa-2025 

2. Appello delle industrie: la Direttiva SUP non si tocca

Dieci associazioni europee dei settori plastica e imballaggio – tra cui Plastics Europe, EuPC e Europen – chiedono a Bruxelles di mantenere l’attuale testo della Direttiva SUP sulla plastica monouso. Temono che riaprirla creerebbe solo incertezza e oneri, in un momento in cui le filiere hanno già diversi fronti normativi da gestire.
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=36118 

3. UE, nuova stretta sui target di riciclo: 12 paesi richiamati

La Commissione Europea ha richiamato 12 Stati membri per il mancato raggiungimento degli obiettivi di riciclo di rifiuti urbani e imballaggi, compresa la plastica: tra i Paesi coinvolti Germania, Grecia, Cipro e Croazia. L’Italia resta tra i paesi “promossi” ma servirà ancora più impegno viste le nuove soglie previste per il 2025.
https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=36146 

4. Al MIT, riciclo chimico con l’80% di energia in meno

MacroCycle Technologies, spin-off del MIT, ha annunciato una rivoluzione per il riciclo della plastica: un nuovo processo chimico riduce dell’80% l’energia richiesta, abbassando i costi e ottenendo PET riciclato di qualità pari al vergine. Un passo avanti che potrebbe rendere il riciclato finalmente competitivo sul mercato globale.
https://www.plastmagazine.it/riciclare-plastica-consumando-80-energia-meno-mit/ 

5. Raccolta incentivata: Ragusa installa 10 ecocompattatori

Anche Ragusa entra nel progetto RecoPet con 10 nuovi ecocompattatori per la raccolta delle bottiglie PET. I cittadini vengono premiati con punti e incentivi ogni volta che riciclano, aiutando il Comune a migliorare i risultati di raccolta e contribuire agli obiettivi nazionali di economia circolare.
 https://www.ragusah24.it/2026/07/09/ragusa-10-ecocompattatori-per-riciclare-le-bottiglie-in-pet/ 

Conclusioni

Innovazioni tecnologiche, dati di mercato, richiami UE e premi al riciclo: la strada per una gestione più sostenibile della plastica è ancora in salita, ma i segnali d’evoluzione non mancano. Resta fondamentale il contributo di aziende, istituzioni e cittadini per far crescere un’economia circolare davvero efficace. Restate aggiornati, le novità non finiscono qui!


Quanto sei “green” sotto l’ombrellone?

Quanto sei green sotto lombrellone?

Quiz, giochi e sfide estive sul riciclo della plastica.

L’estate porta con sé relax, giochi sulla sabbia, nuotate e… la possibilità di adottare abitudini più sostenibili anche lontano da casa.

Siamo davvero attenti al riciclo della plastica e ai comportamenti giusti quando ci godiamo la spiaggia o il campeggio? Scoprilo con il nostro blogpost interattivo, pensato per mettersi alla prova, giocare insieme e imparare qualcosa di nuovo sul mondo della plastica e della differenziata!

1. Vero o Falso? Test dal lettino

Rispondi VERO o FALSO alle seguenti affermazioni (soluzioni in fondo).

A. I tappi delle bottiglie d’acqua vanno sempre separati dalla bottiglia prima di gettare nella raccolta della plastica.

B. I giochi da spiaggia rotti (secchiello, paletta) possono essere lasciati nei cestini della spiaggia o buttati nell’indifferenziata.

C. Più la plastica è colorata, più fa fatica ad essere riciclata.

D. La plastica riciclata non può mai essere riutilizzata per produrre contenitori per alimenti.

2. Quiz multipla scelta: quanto ne sai sul riciclo in estate?

E. In quale raccolta butto una vaschetta del gelato (in plastica rigida)?

  • a) Umido
  • b) Plastica
  • c) Carta

F. Cosa fare con la sabbia o i sassolini dentro una bottiglietta usata in spiaggia?

  • a) Butto così com’è nella plastica
  • b) Svuoto e butto nella raccolta della plastica
  • c) Porto a casa nell’indifferenziata

G. Se ho raccolto tappi e confezioni di ghiaccioli sulla riva, cosa posso fare?

  • a) Gettarli nel primo cestino che trovo, di qualunque tipo
  • b) Portarli a casa e differenziare correttamente
  • c) Lasciarli vicino ai bidoni di raccolta della spiaggia

3. Sfida eco sotto l’ombrellone: “green challenge per tutti”

Scegli una (o più) di queste sfide da fare da solo, in famiglia o con gli amici:

  • A caccia di micro-rifiuti: 
    Fai una passeggiata sulla spiaggia e raccogli almeno 10 piccoli oggetti di plastica dispersi nella sabbia.
    Scatta una foto del “bottino” e condividila.
  • Lavoretto ricicloso: 
    Con i bambini, trasforma bottiglie o tappi raccolti in piccoli oggetti: una barchetta, un salvadanaio, un gioco per la sabbia. Inventa una storia sul nuovo utilizzo e postala online (taggando il progetto “La Plastica è Cambiata”).
  • Differenziata perfetta: 
    Alla fine della giornata, controlla che non rimanga nessun rifiuto tra i vostri teli e ombrelloni, soprattutto oggetti piccoli come cannucce o confezioni per snack. Proponi la challenge anche agli amici vicini di ombrellone.

4. Domande bonus per i più esperti

H. Indica due motivi per cui il PET trasparente è più facile da riciclare rispetto a quello colorato.

I. Perché è importantenon staccareil tappo alla bottiglia prima di gettarla nella plastica? 

L. Cosa indica il simbolo con frecce e un numero sul fondo di molti oggetti di plastica?

Soluzioni

Vero o Falso 
A: Falso (tappo e bottiglia vanno insieme, tappo ben avvitato!)
B: Falso (meglio portarli a casa; se grandi, discarica o isola ecologica; mai abbandonare!)
C: Vero (i coloranti e pigmenti rendono più difficile il riciclo rispetto al PET trasparente).
D: Falso (esistono contenitori per alimenti in plastica riciclata, certificata e a norma).

Quiz multipla scelta 
E: b) Plastica
F: b) Svuoto la bottiglia da sabbia e sassolini
G: b) Portarli a casa e differenziare correttamente

Domande bonus 
H: Non contiene coloranti che complicano la selezione; è più richiesto dall’industria alimentare per fare nuove bottiglie.
I: Evita la dispersione in natura dei piccoli pezzi e facilita i processi nei centri di selezione.
L: Il tipo di polimero con cui è stato realizzato l’oggetto, utile per il riciclo (es: 1 = PET, 2 = HDPE…).

E tu? Quante ne hai indovinate? Lancia anche tu una “green challenge” ai tuoi amici per rendere ogni estate più sostenibile!


Raccolta e riciclo imballaggi in plastica: il bilancio Corepla tra risultati record, mercati instabili e nuove regole UE

Raccolta e riciclo imballaggi in plastica: il bilancio Corepla tra risultati record, mercati instabili e nuove regole UE

Il sistema italiano della raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica si trova a un momento cruciale. L’ultimo bilancio Corepla – il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – fotografa un settore estremamente efficiente dal punto di vista operativo, ma costretto a navigare acque economiche e normative sempre più agitate.

Raccolta e riciclo: numeri da primato, ma ricavi in calo

Nel 2025 la raccolta differenziata nazionale degli imballaggi in plastica, gestita da Corepla in collaborazione con le amministrazioni locali e i centri di selezione, ha raggiunto nuovi record: sono state raccolte 1.424.717 tonnellate di imballaggi, con una previsione di ulteriore crescita del 3,5% per il 2026, fino a sfiorare 1,5 milioni di tonnellate. Questi risultati testimoniano la solidità del modello italiano, che si conferma tra i più avanzati d’Europa per capacità d’intercettazione e avvio a riciclo dei rifiuti.

Ma a questi numeri da primato si contrappone una realtà economica più complessa. Nel 2025 Corepla ha dovuto affrontare, come molte altre filiere del riciclo europeo, la forte concorrenza della plastica vergine fossile a prezzi bassi, che ha depresso la domanda e il prezzo dei polimeri riciclati (come R-PET, R-HDPE e R-PP). Le aste organizzate da Corepla per la vendita dei materiali riciclati hanno visto un significativo calo dei valori, portando il consorzio a sostenere uno sforzo economico senza precedenti. Le disponibilità liquide di Corepla sono scese drasticamente da oltre 37 milioni di euro nel 2024 a poco più di 12 milioni a fine 2025, segnando una tensione finanziaria che non può essere sottovalutata.

Budget 2026 e nuove strategie tra innovazione e sostenibilità

Il bilancio preventivo 2026 punta a un incremento controllato della raccolta, ma soprattutto a una rigida gestione dei costi. Si prevede una crescita delle spese del riciclo meccanico (+58%) e dei flussi industriali (+36%), controbilanciata da una forte razionalizzazione dei costi interni e da efficienze nella logistica. Un ruolo chiave lo giocherà il Contributo Ambientale Conai (CAC) diversificato, che premierà sempre più gli imballaggi “eco-designed”, cioè progettati per essere facilmente riciclabili, e penalizzerà quelli complessi e difficili da trattare.

Il piano strategico al 2030 introduce inoltre investimenti in tecnologia per la selezione e il riciclo (intelligenza artificiale, riciclo chimico avanzato), nonché l’utilizzo innovativo dei materiali riciclati in settori industriali come l’acciaieria.

Verso la qualità e l’innovazione

Corepla evidenzia che il vero scarto nei prossimi anni sarà sulla qualità del riciclato e sulla capacità di rendere il materiale riciclato uno standard competitivo rispetto alla plastica vergine. In quest’ottica, cruciale sarà anche il coinvolgimento di cittadini, scuole e nuovi strumenti di comunicazione per rafforzare la cultura della sostenibilità lungo tutta la filiera.


NEWS del mese di giugno: le 5 novità che cambiano il panorama della plastica

NEWS del mese di giugno: le 5 novità che cambiano il panorama della plastica

Giugno si è dimostrato un mese carico di novità nel mondo della plastica e dell’economia circolare. Protagonisti sono stati non solo i numeri di mercato, ma anche le innovazioni tecnologiche, le sfide delle imprese, lo sviluppo di strumenti digitali per la governance e soprattutto i passi decisivi per politiche più sostenibili.

Dai nuovi record del mercato globale delle plastiche riciclate al riconoscimento internazionale delle eccellenze italiane, passando dai problemi ancora aperti per chi ricicla in Italia fino agli strumenti digitali per navigare normative sempre più complesse—fino alla svolta sul tanto atteso sistema di deposito cauzionale (DRS). Ecco perché, anche in un settore in continuo movimento come quello delle plastiche, è importante restare aggiornati sulle tappe che segnano la rotta di domani.

Ecco, in breve, le notizie più importanti accadute a giugno:

1. Il mercato delle plastiche riciclate cresce (e punta a 161,5 miliardi $)

l mercato mondiale delle plastiche riciclate continuerà a correre: secondo MarketsandMarkets, raggiungerà i 161,5 miliardi di dollari entro il 2033, con il PET riciclato grande protagonista grazie soprattutto al packaging e alle politiche ambientali più stringenti.
plastmagazine.it/plastiche-riciclate-mercato-1615-miliardi-dollari-entro-2033/ 

2. Successo italiano al PRSE: premiata bottiglia in PET bianco opaco riciclato

Un progetto nato dalla sinergia fra Parmalat, Dentis Recycling Italy e Coripet ha ottenuto il premio “Plastic Packaging Product of the Year” al Plastic Recycling Show Europe: la nuova bottiglia Parmalat in PET bianco opaco contiene il 50% di riciclato e abbassa del 20% anche le emissioni di CO₂.
quotidianodibari.it/innovazione-prse-2026-premiata-innovazione-italiana-su-riciclo-pet-bianco-opaco/ 

3. Riciclo della plastica: imprese italiane in affanno, margini sotto pressione

Secondo il report Plastic Consult per Assorimap, nel 2025 i ricavi delle imprese italiane del riciclo meccanico scenderanno dell’1,1% rispetto al 2024, mentre i volumi aumentano del 2%. Il rincaro dell’energia e la concorrenza sleale mettono a rischio i margini e la competitività del settore, ad eccezione del PET che resta trainante.
ilsole24ore.com/art/riciclo-plastica-le-imprese-italiane-2025-ricavi-11percento-AIbOEnbD 

4. Europen lancia il PPWR Implementation Tracker

La normativa europea sugli imballaggi è sempre più complessa: nasce il “PPWR Implementation Tracker”, piattaforma digitale che consente a imprese, stakeholder e istituzioni di monitorare lo stato di attuazione e le scadenze del regolamento UE, facilitando la compliance lungo tutta la filiera.
plastmagazine.it/europen-lancia-ppwr-implementation-tracker-monitorare-attuazione-regolamento-imballaggi/ 

5. Italia, si parla di sistema di deposito cauzionale

Dopo anni di discussioni, a giugno è arrivato un raro consenso politico trasversale per introdurre il deposito cauzionale su contenitori monouso (DRS) anche in Italia. L’urgenza nasce dagli obiettivi UE, dal contrasto al littering e dalla necessità di tutelare il valore delle risorse recuperabili.
plastmagazine.it/deposito-cauzionale-in-italia-dal-parlamento-al-vaticano-una-convergenza-per-una-transizione-circolare/ 

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Dalle bottiglie di plastica PET nasce una nuova speranza contro il morbo di Parkinson

Dalle bottiglie di plastica PET nasce una nuova speranza contro il morbo di Parkinson

Un’importante innovazione arriva dal mondo della ricerca: le comuni bottiglie di plastica PET potrebbero diventare una risorsa preziosa per la salute. Un gruppo di scienziati dell’Università di Edimburgo ha sviluppato un nuovo processo sostenibile che consente di trasformare i rifiuti di plastica in levodopa (L-DOPA), il principale farmaco utilizzato per alleviare i sintomi del morbo di Parkinson.

Un riciclo che fa bene alla salute

Il metodo descritto dai ricercatori, e pubblicato anche su Nature Sustainability, parte dalla scomposizione del PET, una delle plastiche più utilizzate negli imballaggi alimentari e nelle bottiglie per bevande.
Attraverso una prima fase chimica, il PET viene spezzato fino a ottenere l’acido tereftalico. Successivamente, entra in gioco la biotecnologia: alcuni batteri E. coli geneticamente modificati vengono utilizzati per convertire questo composto in levodopa, tramite una catena di reazioni biologiche.

La portata di questa scoperta è duplice:

  • Da un lato, offre una nuova via sostenibile per produrre farmaci essenziali, spesso ottenuti attraverso processi chimici tradizionali più impattanti sull’ambiente.
  • Dall’altro, dona una seconda vita alla plastica, risolvendo in parte il problema dello smaltimento del PET.

Perché questa innovazione conta?

Il morbo di Parkinson colpisce milioni di persone nel mondo e la domanda di levodopa è in costante crescita. La possibilità di ottenere la molecola a partire da rifiuti plastici potrebbe ridurre i costi, le emissioni e la dipendenza da risorse fossili nella filiera farmaceutica.

Inoltre, i ricercatori sottolineano come questa tecnologia possa essere in futuro adattata per la produzione di altre sostanze utili, come cosmetici, profumi e diversi prodotti chimici, contribuendo così anche allo sviluppo di una nuova bioindustria circolare.

Verso un futuro più pulito e utile

Questa nuova frontiera della ricerca ci ricorda che il riciclo della plastica può essere innovativo, utile e sorprendente. Sfruttando la collaborazione tra chimica, biologia e ingegneria, possiamo trasformare un rifiuto in una risorsa preziosa per la salute e l’ambiente.

Fonti:


Plastica nell’ambiente: cosa dicono davvero le nuove stime? Ridimensionare il problema per agire meglio

Plastica nellambiente: cosa dicono davvero le nuove stime? Ridimensionare il problema per agire meglio

Tra percezione e dati reali

L’inquinamento da plastica è spesso rappresentato come una delle principali emergenze ambientali mondiali. Tuttavia, le nuove evidenze scientifiche suggeriscono che la situazione, almeno nei Paesi dotati di una gestione avanzata dei rifiuti, va riletta con maggiore precisione.
Riconoscere l’entità reale del problema aiuta sia la policy che l’innovazione a essere più efficaci.

Modelli avanzati per stime più realistiche

Un recente studio, promosso dalla Commissione Europea e condotto dall’Università del West of England di Bristol, ha applicato una metodologia di Material Flow Analysis (MFA) al ciclo di vita della plastica, affiancata da simulazioni Monte Carlo.
Cosa significa?
Grazie a queste simulazioni probabilistiche, è possibile stimare non solo le quantità medie di plastica disperse nell’ambiente, ma anche il margine di variabilità legato a comportamenti e dati incerti nei diversi Paesi.
Questo approccio consente di distinguere le emissioni reali in presenza di sistemi di raccolta efficienti rispetto a scenari con gestione carente.

Un caso concreto: la Svizzera

La Svizzera, Paese benchmark per le buone pratiche, emerge dallo studio con un dato sorprendente: nel 2022 ogni cittadino ha disperso nell’ambiente circa 222 grammi di plastica in un anno – una quota decisamente più bassa delle percezioni comunemente diffuse dai media.

Dallo studio emerge inoltre che la grande maggioranza della plastica dispersa resta sul suolo (oltre il 95%), mentre solo una quota minima raggiunge fiumi o acque superficiali.
Le macroplastiche (imballaggi, materiali edilizi, componenti auto) rappresentano l’82% del totale disperso, mentre le microplastiche (soprattutto provenienti da tessuti sintetici e attività industriali) arrivano al 18%.

Non tutta la plastica (e non tutti i rischi) sono uguali

I principali polimeri coinvolti sono PET e polipropilene, utilizzati sia negli imballaggi alimentari sia nei tessuti tecnici. La distribuzione ambientale dipende dallo smaltimento del consumatore e dall’efficienza dell’intera filiera del recupero.
Le fonti industriali (come la perdita di granuli o “pellet”) sono rilevanti ma risultano meglio monitorate e controllabili, soprattutto nei paesi con sistemi avanzati.

Perché molte stime “catastrofiche” sono da rivedere

Molte statistiche finora usate a livello globale si fondavano su modelli ormai superati, non tenendo conto:

  • dell’eliminazione progressiva delle plastiche monouso,
  • dell’innovazione negli impianti di riciclo e recupero,
  • dei cambiamenti nelle abitudini dei cittadini grazie a nuove normative.

Per questo i dati allarmistici sul “mare di plastica” andrebbero riletti alla luce di metodi scientifici più avanzati e dati aggiornati e specifici per ciascun contesto nazionale.

Focus Italia e spunti di miglioramento

Lo studio non presenta dati dettagliati sull’Italia, ma sottolinea che nei Paesi con sistemi di raccolta in crescita, come l’Italia, la quantità di plastica effettivamente dispersa nell’ambiente è inferiore a quanto spesso si comunica.
Restano alcuni ambiti cruciali per migliorare ulteriormente:

  • Riduzione delle microplastiche da tessuti sintetici (innovazione su lavatrici, filtri e abitudini di lavaggio)
  • Controllo di perdite di pellet industriali (tracciabilità obbligatoria, filtri nei porti)
  • Efficienza nel recupero di rifiuti agricoli e imballaggi, soprattutto nelle aree più complesse.

Quale strategia per il futuro?

Le conclusioni della DG Ambiente UE sono chiare:
l’efficienza nella gestione dei rifiuti plastici paga, limitando le perdite a livelli minimi dove il sistema di raccolta e recupero funziona.
Per accelerare il miglioramento, servono:

  • politiche mirate su materiali, usi e design,
  • accelerazione dell’innovazione (biopolimeri, plastica riciclata di qualità),
  • educazione costante alla raccolta e gestione responsabile,
  • dati più robusti, aggiornati e specifici per paese.

Conoscenza prima di tutto

Le nuove stime – meno “catastrofiche” rispetto al passato – non negano il problema, ma aiutano a renderlo più concreto, quantificato e gestibile, evitando sprechi di risorse e azioni inefficaci.
Il vero salto in avanti sarà focalizzare policy, investimenti e sensibilizzazione dove sono realmente efficaci, evitando generalizzazioni e allarmi non supportati da dati scientifici aggiornati.

Fonti:


Le News del Mese – Maggio: Riciclo, AI e rivoluzione solare

Le News del Mese  Maggio: Riciclo, AI e rivoluzione solare

Nel mese di maggio sono emerse diverse novità significative per il settore dell’economia circolare e del riciclo della plastica, tra tecnologie all’avanguardia, risultati premiati e approfondimenti sul contesto italiano. Ecco una sintesi delle principali notizie:

  • L’Italia si conferma punto di riferimento per l’innovazione circolare in Europa: ai Plastics Recycling Awards Europe, De’ Longhi/Sirmax hanno ricevuto il premio per la macchina da caffè Eletta Ultra con parti in plastica riciclata proveniente da RAEE, mentre Parmalat è stata premiata per la bottiglia in PET con il 50% di riciclato. Entrambe le realtà dimostrano come design, qualità e sostenibilità possano andare di pari passo.
    https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=35788

  • Tomra presenta nuove piattaforme di intelligenza artificiale e deep learning per la selezione di vaschette e imballaggi PET per alimenti. Le ultime evoluzioni permettono tracciabilità end-to-end, gestione intelligente delle linee e livelli di purezza superiori al 95%, favorendo il riciclo “tray-to-tray” di alta qualità.
    https://www.polimerica.it/cellulare/articolo.asp?id=35799

  • Secondo l’8° Rapporto del Circular Economy Network, l’Italia mantiene la leadership europea per tasso di riciclo dei rifiuti (85,6%) e degli imballaggi (76,7%). Tuttavia, emergono alcune criticità strutturali: la dipendenza dall’import di materie prime e il calo degli investimenti nell’economia circolare.
    https://www.plastmagazine.it/economia-circolare-italia-leader-europa-2/

Maggio mostra una filiera attenta alle nuove tecnologie, all’impatto della ricerca e alle performance, ma consapevole delle sfide ancora aperte. Continueremo a seguire il cambiamento nei prossimi mesi, tra ispirazione internazionale e progettualità italiana.


Plastica riciclata a contatto con alimenti: quali garanzie di sicurezza?

Plastica riciclata a contatto con alimenti: quali garanzie di sicurezza?

Negli ultimi anni il riciclo della plastica ha fatto passi da gigante anche nel mondo dell’imballaggio alimentare. Ma la domanda ricorrente è: usare plastica riciclata per confezionare cibo è davvero sicuro?

La sicurezza è garantita da un rigido insieme di regole

Ecco il quadro normativo europeo e italiano:

  • Regolamento (CE) n. 282/2008
    Stabilisce i requisiti per i materiali e gli oggetti in plastica riciclata destinati al contatto alimentare. Ogni processo di riciclo deve essere autorizzato dalla Commissione Europea dopo valutazione EFSA (European Food Safety Authority), che verifica rischio e tracciabilità.
  • Regolamento (CE) n. 1935/2004
    Dispone che nessun materiale – compreso il riciclato – possa trasferire componenti agli alimenti in quantità pericolose per salute, modificare sapore, odore o composizione degli alimenti (“principio di inerzia”).
  • D.M. 21 marzo 1973 e s.m.i. (Italia)
    Definisce le condizioni e i limiti per i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Si applica anche ai riciclati, purché conformi ai regolamenti europei.

Come viene controllata la sicurezza?

  • Processi approvati: solo i processi industriali di riciclo autorizzati dall’UE (vedi elenco dei processi autorizzati qui: Food Safety Authority – EFSA) possono produrre plastica riciclata idonea al contatto alimentare.
  • Tracciabilità: dal rifiuto alla nuova confezione, ogni lotto deve essere documentato e tracciato.
  • Test di migrazione: le confezioni vengono testate per verificare che le sostanze eventualmente presenti non migrino oltre i limiti di legge negli alimenti.
  • Limiti specifici: per alcune plastiche (ad esempio il PET riciclato) ci sono limiti rigorosi e obbligo di utilizzo di materiale proveniente dalla raccolta di imballaggi alimentari (closed loop).

Esempio concreto: PET riciclato

Il PET è la plastica più riciclata per bottiglie e vaschette alimentari. In Europa, solo PET riciclato tramite processi autorizzati EFSA, utilizzando materiale proveniente dalla filiera alimentare e con accurate procedure di decontaminazione, può essere riutilizzato nella produzione di nuovi imballaggi a contatto con alimenti.

Conclusione

Sì, la plastica riciclata può essere sicura per il contatto alimentare, ma solo se proviene da processi autorizzati e controllati, che rispettano i severi standard europei. Scegliere packaging con riciclato certificato significa rispettare l’ambiente, senza rischi per la sicurezza alimentare.


Best Packaging 2026: la plastica (e il packaging) cambia davvero

Best Packaging 2026: la plastica (e il packaging) cambia davvero

Ogni anno il concorso Best Packaging, organizzato dall’Istituto Italiano Imballaggio, decreta le soluzioni più innovative nel mondo dell’imballaggio. L’edizione 2026, celebrata all’ADI Design Museum di Milano, conferma come la parola d’ordine nel settore sia cambiamento, con una transizione netta verso il packaging sostenibile.

Vincitori Best Packaging 2026: plastica sempre più “circolare” e intelligente

Quello che emerge dai vincitori di quest’anno è più attenzione al riciclo, alla monomaterialità e alle tecnologie design for recycling.

Uno dei premi più importanti è stato conquistato da Goglio con il progetto Fres-Cook: un sistema integrato che, dentro un unico pack, unisce praticità, sicurezza alimentare e riduzione degli sprechi. Interessante l’approccio all’eco-design: una busta stand-up in laminato flessibile, vassoio in cartoncino e posate monouso, studiati per rendere semplice la gestione dei rifiuti post-consumo.

Riciclo e design for recycling: i veri protagonisti

Tra i focus della giuria c’era la reale riciclabilità e la possibilità di chiudere il cerchio del materiale.
Nella categoria “Ambiente” è stata premiata la vaschetta per salumi in PET monomateriale di GranTerre e Klöckner Pentaplast:

  • 50% di PET riciclato (di cui il 15% proveniente dagli stessi vassoi con tecnologia Tray2Tray)
  • barriere incorporate, senza adesivi, per facilitare il riciclo
  • film superiore separabile facilmente
    Un esempio concreto di “tray-to-tray recycling”, dove la plastica non è “usa e getta”, ma torna a nuova vita.

Premiato anche il design for recycling per il settore lusso: Tubopress Italia ha sviluppato un tubo per cosmetici in polietilene biobased, compatibile con i moderni sistemi di selezione automatica dei rifiuti.

I sistemi richiudibili: meno sprechi, più separazione dei materiali

Infine, tra le tecnologie più innovative, la soluzione “La Richiudibile” di Smilesys e Mustangpack: una vaschetta in carta riciclabile con un film richiudibile in plastica, separabile fino a 20 volte, per facilitare sia la conservazione del cibo che il corretto smaltimento dei materiali.

Sostenibilità reale: la nuova direzione del packaging

Dai premiati dei Best Packaging 2026 emerge che la strada è tracciata:

  • più attenzione a design, prestazioni ambientali e riciclabilità
  • riduzione della plastica dove possibile e valorizzazione della plastica “giusta”, riprogettata per essere riciclata o riciclata
  • materiali monomateriale e bio-based sempre più presenti

La plastica è cambiata davvero: ora siamo nella fase della progettazione responsabile, della collaborazione nella filiera e della ricerca di soluzioni che uniscono funzionalità, estetica e sostenibilità.

Conclusione

Il settore del packaging è un laboratorio di idee e cambiamento: innovare significa scegliere materiali e design che rispettano l’ambiente, senza perdere di vista la sicurezza e la praticità. Non è solo una rivoluzione tecnica, ma prima di tutto culturale.


La Plastica è cambiata è un progetto supportato da ALPLA, leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di soluzioni di imballaggio innovative in plastica.

La Plastica è cambiata

Un progetto supportato da ALPLA, leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di soluzioni di imballaggio innovative in plastica.

ALPLA Italia S.R.L

Strada Statale per Alessandria 8/b
15057 Tortona, AL

https://www.alpla.com/it

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